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venerdì 13 febbraio 2009



Liberacittadinanza organizza un incontro nazionale a Firenze, sabato 14 febbraio, al Cinema Puccini, via delle Cascine 41.

Qui interverranno, a partire dalle ore 11:Marco Travaglio, Bruno Tinti, Luigi De Magistris, Maria Luisa Busi, Carlo Vulpio, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi, Eric Jozsef, Raffaele Palumbo

L'ingresso è libero e aperto a tutti i cittadini interessati a partecipare e discutere.

sabato 6 settembre 2008

Il lodo Alfano








Art. 1

1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, Presidente del Senato della Repubblica, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio dei ministri, sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione.

2. L'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione.

3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l'assunzione delle prove non rinviabili.

4. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale.

5. La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura.

6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell'articolo 75 comma 3 del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l'azione in sede civile, i termini a comparire di cui all'art. 163 bis del codice di procedura civile sono ridotti della metà, e il giudice fissa l'ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all'azione trasferita.

7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.

8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


Quanto riportato sopra è il testo dell'ormai celebre (o che dovrebbe essere celebre) legge del Ministro della Giustizia Angelino Alfano che garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato, ovvero: il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato e il Presidente del Consiglio. I telegiornali di Rai e Mediaset si sono occupati assai di striscio di una legge così importante senza entrare pergiunta nei particolari riguardanti il suo contenuto, talmente imbarazzante e comico, che anche un bambino di due anni leggendola arriverebbe subito a capire che è fatta a pennello per una persona. Nella prima parte si dice: "i processi penali nei confronti di... sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione". E si aggiunge in modo da levare ogni dubbio e ogni possibilità di sbagliate interpretazioni del testo, insomma per essere chiarissimi: "La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione". Quindi anche se, per fare un esempio, il Presidente del Consiglio avesse in corso un processo iniziato prima della sua elezione, questo processo verrebbe comunque sospeso. Inoltre le quattro cariche citate nel Lodo Alfano sono per tutta la durata della loro funzione intoccabili, cioé qualora commettessero dei reati non potrebbero essere processati, a meno che non ne facciano loro stessi richiesta. Cioé loro possono dire: io rinuncio alla sospensione del processo che mi riguarda si proceda pure, in base a quanto scritto nel secondo comma della legge: "L'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione". Si ricordi inoltre che nonostante la palese incostituzionalità del Lodo Alfano, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, questo è stato subito firmato dal Capo dello Stato, figura che sarebbe chiamata ad essere garante dei principi contenuti nella Carta entrata in vigore il 1° gennaio del 1948.

Questa è la democrazia in Italia.

lunedì 1 settembre 2008

Come il governo Berlusconi lavora per la sicurezza degli italiani... il ddl sulle intercettazioni

"Il nostro diritto di informare e' la vostra libertà di sapere. E’ la possibilità che abbiamo di difendervi dalle truffe e dalle cliniche degli orrori, da imbrogli grandi e piccoli, dalla mala politica fatta di interessi e clientele, da chi vi ruba persino le emozioni truccando o condizionando i risultati sportivi. Dovremmo tacere anche su “calciopoli”, in futuro, se venisse approvato il disegno di legge del Ministro della Giustizia. La tutela della riservatezza è un valore anche per noi giornalisti, ma non può essere usata come pretesto per bloccare l’informazione giudiziaria.

Per queste ragioni l’Usigrai sostiene la difesa del diritto di cronaca che la Federazione Nazionale della Stampa sta attuando con tutte le iniziative possibili.

Consideriamo il disegno di legge sulle intercettazioni un autentico bavaglio. Le norme proposte affievoliscono il diritto – dovere di informare e travolgono il diritto dei cittadini a sapere. Facciamo sindacato insieme, diciamo “no” alla legge-bavaglio."

Premesso che la Rai è una televisione purtroppo al servizio della politica, e non come dovrebbe essere suo compito, a servizio del cittadino (i suoi dirigenti sono stabiliti da partiti e governo), quanto riportato sopra è un comunicato dell'Usigrai - il sindacato dei giornalisti Rai - sul disegno di legge portato avanti dal governo Berlusconi sulle intercettazioni telefoniche. Il disegno di legge non solo proibisce ai giornalisti di pubblicare le intercettazioni relative ad atti pubblici, non privati, che possono essere di interesse per il cittadino, ma vieta alla stessa magistratura la possibilità di effettuare le intercettazioni su casi come furto, rapina, omicidio, sfruttamento della prostituzione, falso in bilancio... E meno male che questo governo si pone come il difensore della sicurezza in Italia. Se passasse una legge del genere allora sì che ladri, assassini, furbetti del quartierino, magnacci potrebbero fare festa e stare tranquilli: per loro la possibilità di essere scoperti si approssimerebbe allo zero. Questa legge sarebbe piuttosto un incentivo a delinquere. Salverebbe quel po' di persone coinvolte, come Berlusconi, il suo caro amico Saccà... e poi tutta un'altra vasta schiera di criminali che aumenterebbero le possibilità di farla franca. Il Ministro della Giustizia Alfano sta svolgendo davvero un ottimo lavoro per il Cavaliere, dopo avergli garantito l'immunità, lo salva anche dagli sguardi indiscreti, curiosoni di certi giornalisti rompiballe che così adesso non avranno più il problema di stare dietro al cellulare del Primo Ministro per far sapere agli italiani come vengono scelte le vallette del "servizio pubblico", come vengono concordati i palinsesti fra la Rai e Mediaset e altri scandali simili. Berlusconi per dimostrare agli italiani che il ddl sulle intercettazioni non è una legge fatta ad personam per lui, o come dice Travaglio ad personas, cioé per lui e i suoi amici, fa pubblicare su un suo settimanale, Panorama, intercettazioni telefoniche riguardanti l'ex primo ministro e ex leader dell'Unione Romano Prodi, dimostrandogli poi il giorno dopo la vicenda, vicinanza e solidarietà per l'accaduto. Le intercettazioni pubblicate da Panorama fra l'altro non riguardano atti pubblici, ma atti ancora coperti da segreto, custoditi in una cassaforte della Procura di Roma, quindi atti che non potevano essere scritti dalla stampa.