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venerdì 5 settembre 2008

Shrooms. Trip senza ritorno

Un film di Paddy Breathnach. Con Lindsey Haun, Jack Huston, Max Kasch, Alice Greczyn, Robert Hoffmann, Maya Hazen, Don Wycherley, Sean McGinley. Genere Horror, colore 84 minuti. - Produzione Irlanda 2006. - Distribuzione Moviemax.

Cinque ragazzi americani raggiungono un amico in Irlanda per una vacanza all'insegna dello "sballo": sono alla ricerca dei migliori funghi allucinogeni del mondo, per il migliore trip(in gergo significa viaggio, serie di allucinazioni) della loro vita.
Le cose, però, non sono mai così semplici e il viaggio paradisiaco presto si trasformerà in un incubo infernale.

In poche righe si può riassumere la trama di questo horror made in Ireland, che ripercorrendo le orme di quella genia, le cue basi sono state gettate da " The Blair Witch Project", dove il bosco è sfondo e co-protagonista e al suo interno si nascondono strani figuri ed esseri inquietanti, morte e urla.
Non c'è niente di innovativo o di veramente pauroso, è un film prevedibile, non terorizza, anzi fa quasi ridere, ci sono scene al limite delll'assurdo, gli effetti speciali( e affini) sono usati e riusati(basti pensare a come cammina il "mostro" di turno), la musica nei suoi crescendo "al punto giusto" invece di aumentare la tensione sembra volerti togliere il brivido di saltare sulla sedia svelandoti che sta per accadere qualcosa, contribuendo, quindi, a banalizzare questo film dalla trama scontata e dalla tecnica irrilevante.

Il regista cerca di intraprendere la via dell'horror psicologico alla giapponese, con storie di fantasmi, case con storie alle spalle di efferati omicidi, unendolo, però, allo spaltter sangue-sangue-muori-muori, e quello che ne viene fuori, purtroppo, è una pellicola tristemente banale e infelicimente non purosa.


Il mio consiglio: I soldi che spendereste per il biglietto metteteli da parte per un viaggio in Irlanda.

Buona visione(o cattiva dipende dai punti di vista).

giovedì 22 maggio 2008

Gomorra


Un film di Matteo Garrone. Con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster. Genere Drammatico, colore 135 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione 01 Distribution

Dal 16maggio è uscito nelle sale Gomorra, il film di Matteo Garrone tratto dal libro di Roberto Saviano.
5 storie diverse, intrecciate fra loro, 5 anime di scampia che ci passano davanti e ci raccontano la loro vita: c'è Totò che aiuta la madre portando la spesa a domicilio, ma lui vuole di più, vuole stare con i grandi, con quelli che contano, e non importa se il rito di passaggio per diventare adulti è farsi sparare addosso portando un giubbotto antiproiettile, il livido sul corpo è il marchio che ci ricorda"ora sei un adulto", poi ci sono Marco e Ciro, che si sentono già grandi, è loro il quartiere, loro possono fare tutto, non hanno paura e quando poi trovano le armi di un camorrista e se ne appropriano, in quel momento diventano invincibili, ma non è così semplice, sono ancora dei ragazzi e c'è qualcuno che ha meno paura di loro, che è più grande e invincibile, scappare è impossibile se ne renderanno conto quando sarà troppo tardi, come Don Ciro, un tranquillo porta-soldi, che si trova immischiato nella guerra, gli ordini sono cambiati, il clan è diviso in due, ma come fare, la via d'uscita non c'è, puoi cambiare mestiere e poi?
E poi fai come Pasquale, lui ha cambiato lavoro, da tranquillo sarto in nero di abiti d'alta moda arriva a diventare camionista, ma dal sistema non puoi suscire, no.
E alla fine Franco, smaltitore di rifiuti tossici, ammonisce Roberto, il suo collaboratore, che lo accusa di sacrificare la vita della gente di Mondragone, per salvare degl'operai a Mestre, facendo la sintesi di tutto: Non ti credere migliore di altri. Funziona così.Non c'è niente da fare...

Un film crudo, secco, senza troppi merletti, un film bello e duro da mandar giù, Garrone sceglie solo alcune storie dal libro di Saviano, e come un burattinaio le intreccia e poi dispiaga i loro fili davanti a noi, lo filma dal vero, raccoglie ogni odore, rumore, grida, angoscia e ci dice:" guardate questa è la realtà ".
La luce non c'è mai, il sole sembra come scomparso e tutto rimane avvolto nelle tinte scure del grigio e del nuvoloso, come ad aver timore a risplendere, perchè quello che sta accadendo è buio, nero e fa paura,ma se per noi è solo un film, un film ben fatto, e in quei 135mm possiamo anche illuderci che non è reale,per qualcuno questa è la quotidianità, e quando la luce si accende e i titoli di coda scorrono, in noi qualcosa è cambiato, perchè dal materiale di Saviano, Garrone, ci accompagna in un triste girone dell'Inferno.

Il mio consiglio: Un film da vedere e poi da comprare, e da rivedere, da consigliare. Assolutamente da comprare anche il libro.
Buona visione

mercoledì 9 aprile 2008

Un notturno viaggio in India

Notturno Indiano di Antonio Tabucchi: questo libello mi è passato fra le mani per un fortuito caso dato dal lavoro.
A prima vista è un libro agile, snello(sono solo 103 pagine, nemmeno), elegante nella sua edizione Sellerio, ma questo è solo apparenza.
Antonio Tabucchi, classe 1943, intesse con la sua penna un mondo notturno, un viaggio che si compie dopo il tramonto.
Un ignoto narratore, che non ci dice mai il nome, ma solo il soprannome,Rouxinol(usignolo in portoghese), è in India alla ricerca di un vecchio amico:Xavier.
Il libro è diviso in tre parti che corrispondono a le tre città dove si reca il protagonista spinto dalla sua ricerca: Bombay, Madras, Goa.
Questa è la India dei grandi alberghi, dei posti squallidi crocevia di prostitute, di saggi e colti uomini di scienza, ma anche di deformi esseri che sanno Vedere.
Nulla è come sembra e nel finale l'unica cosa che ci resta è una domanda e forse la verità del libro non può essere svelata.
Nell'agilità della sua scrittura Tabucchi ci immette in un perverso meccanismo di "Voglio finire il libro", ci sono salti temporali, non ci sono date tante spiegazioni, quello che è fuori dal libro, la sua cornice esterna, quello che forse era e non è, non ci dato saperlo.
Sempre presente, forse qui più che mai, il " Gioco del Rovescio", per citare l'autore stesso, tipico della sua scrittura: "Chi cerca sarà il cercato" in uno splendido gioco metaletteraio dove il libro entra nel nel libro stesso.

Il mio Consiglio: Da Comprare e divorare.
Buona Lettura.

domenica 6 aprile 2008

Morte di Ben Hur


Ieri a Los Ageles è morto Charlton Heston all'età di 84 anni, da tempo era malato del morbo d'Alzheimer.
Uno degl'ultimi attori della vecchia Hollywood, una leggenda del cinema.
Nato nel 1924 a Evanston, nell'Illinois, il suo vero nome era John Charlton Carter, ha recitato in oltre 100 film.
Aveva esoridito giovanissimo in teatro, ma la fama ariverà nel '56 con il film 'I dieci comandamenti'; l'Oscar ariverà con "Ben Hur" nel 1959 come miglior attore protagonista.
Ha interpretato vari personaggi, tra cui George Taylor ne "Il pianeta delle scimmie", ma per tutti resterà sempre il condottiero di bighe Ben Hur, scena ancora oggi rimasta nell'immaginario di tutti.
Come uomo e attore ha incarnato l'essere uomo americano, le sue scelte di vita restano comunque discutibili, basti pensare le sue posizioni sulle armi, per cui fu molto criticato: nel 1998 era diventato Presidente della National Rifle Association fino al 2001,restando comunque fino al 2003 nel conisglio d'amministrazione della stessa.
Non siamo qui comunque per criticare l'uomo, ma per celbrare un grande attore che ci ha dato tante emozioni e vivrà grazie alle sue pellicole e ai suoi personaggi.

domenica 30 marzo 2008

Submission! No, Non sottomessa

Submission è il titolo di un film, mai uscito, un film che ha portato il suo regista, Theo van Gogh, pronipote di Vincent, ad essere brutalmente assassinato.
Submission è la sceneggiatura del film scritta da Ayaan Hirsi Ali.
Submission è la traduzione della parola Islam.
Non sottomessa, invece, è il libro di Ayaan Hirsi Ali, un libro forte che raccoglie la sua storia di donna, di essere umano, di musulmana.
Ma non è un romanzo, sono una serie di articoli usciti in varie riviste, sono interventi, riflessioni e infine vi è anche la scenggiatura del film "maledetto" Submission Part 1.

Ayaah Hirsi Ali è nata in Somalia, infibulata dalla nonna in giovane età, scappa in Germania a 22 anni, perchè non era disposta a sposare un cugino, come gli veniva imposto.
Dalla Germania fugge nei Paesi Bassi, chiede asilo e qui rimane.
Hirsi Ali ne ha viste di cose, ha sentito tante storie e qui, nel suo libro, ce le narra, ci parla della sua vita, della sua esperienza come interprete, come staniera.
E' fredda, ma allo stesso tempo appassionata nel suo racconto, cerca di aprire gli occhi a noi occidentali, ma sopratutto ai suoi "fratelli musulmani"(è le a chiamarli così).
Non c'è posto per il buonismo, per la compassione, bisogna fare qualcosa.
E' una lettura, veloce e scorrevole, un libro che ti appassiona e non ti può non lasciare indifferente.
L'introduzione e lasciata alla penna di Adriano Sofri e sembra un saggio nel saggio.
Ci sarebbe molto da dire su questa donna che si è professata atea e ha ricevuto querele e minacce di morte, questa donna che porta alte le sue idee e parla alle donne musulmane e gli dice di svegliarsi, e parla a noi tutti, uomini, donne, non importa, ci racconta di come viene infibulata una bambina e di come la non conoscenza del sesso, grande tabù, porti a certe conseguenze.
Ci sarebbe tanto da dire su questo libro.
Ci sarebbe tanto da dire, ma la cosa migliore è leggere e io preferisco lasciare alla sua penna, ai suoi scritti il compito di spiegare e dire.

[Ayaan Hirsi Ali, "Non Sottomessa" Ed. Einaudi stile libero big. 11,50 euro. 116 pagine]

Il mio consiglio: Leggetelo assolutamente.
Buona lettura.

sabato 22 marzo 2008

Persepolis


Un film di Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud. Genere Animazione, colore 95 minuti. - Produzione Francia, USA 2007. - Distribuzione Bim -

Teheran 1978. Margi ha otto anni e sogna di diventare il nuovo profeta.
E' nata in una famiglia liberale e progressista, molto legata a sua nonna è una bambina sui generis.
Il film seguendo le stagioni della sua vita segue in maniera quasi speculare le stagioni politiche dell'Iran: dalla rivoluzione che porterà alla caduta dello scià fino all'istaurazione della repubblica islamica; l'inizio del controllo dei costumi e dei comportamenti fanno si che Marjan diventi una rivoluzionaria.
Sarà la guerra con l'Iraq a separarla dalla famiglia, che la manderà in Europa.
Vienna sarà il campo di battaglia della sua seconda rivoluzione: l'adolescenza.
Libertà amore, solitudine, il sentirsi in esilio, il non capire e non sentirsi capita, Vienna per lei sarà tutto questo e molto di più.
Ma il suo viaggio non finirà nella capitale europea, tornerà a casa, ripartirà e poi...

Il film d'animazione è tratto dalla graphic novel di Marjan Satrapì.
E' il suo racconto autobiografico, la sua vita.
Come il fumetto è in bianco e nero, tranne l'immagine iniziale e quella che chiude la pellicola.
Nel doppiaggio figurano nomi celebri come Sergio Castellitto, Paola Cortellesi e Lucia Maglietta.
Purtroppo non mi sembra azzeccato e a volte risulta un doppiaggio un po' piatto.
Il film può anche essere interessante, sicuramente piacevole e con alcuni momenti davvero divertenti.
Personalmente trovo avvincente l'idea di toccare argomenti così duri e attuali, come il velo, le restrizioni di regime ecc.. ecc.., tramite la veste di graphic novel, volgarmente detto fumetto, ma c'è comunque qualcosa di incompleto nella trasposizione cinematografica, forse anch'essa, come alcune pellicole tratte da libri, non può essere slegata dalla sua fonte originale e per me questo diviene un difetto.
Forse era meglio se restava un "semplice fumetto".

Il mio consiglio: leggete la graphic novel e poi se siete curiosi noleggiatevi il film, che è comunque piacevole da vedere.
Buona Visione

sabato 1 marzo 2008

Non è un Paese per vecchi


Un film di Ethan Coen, Joel Coen. Con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper. Genere Thriller, colore 122 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Universal Pictures

Siamo al confine tra Texas e Messico,in un paese che ha abbandonato i vecchi valori per cadere in preda a una violenza cieca e incontrollata. Tale violenza si incarna in Anton Chigur (Javier Bardem), un assassino psicopatico munito di un'arma micidiale e di una pericolosa filosofia di giustizia. Il suo avversario, un uomo del passato che non sa farsi una ragione della ferocia del presente, è lo sceriffo Bell( Tmmy Lee Jones). Entrambi sono alla ricerca di Llewelyn Moss, un reduce del Vietnam che mentre cacciava antilopi sul Rio Grande si è ritrovato sul luogo affollato di cadaveri di una battaglia di narcotrafficanti, e ha colto al volo un'occasione che si è rivelata troppo grande per lui.
Il sunto del film l'ho volutamente ripreso dal libro da cui è tratto: non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy.
I fratelli Coen restano fedeli a l libro e creano un film altrettanto asciutto e con uno stile veloce, in cui regna una feroce violenza.
Si resta spaizzati dalla bravura di Javier Bardem e dal suo Chigur, glaciale e psicotico, a tratti grottesco, calmo e implacabile, uno di quei personaggi da incubo che però crea anche situazioni comiche, di una comicità nera e brutale, come del resto è tutto il film.
Colpiscono i forti contrasti di colore tra cielo e terra in alcune scene, quelli iniziali sopratutto.
Tommy Lee Jones è il classico sceriffo un po' disoncantao, un po' stanco, il suo personaggio sa creare siparetti con il suo vice che aiutano a smorzare la tensione, non si sa più opporre al dilagare del male, poichè i tempi sono cambiati.
Siamo davanti ad un bel film che ha meritato tutti e 4 gli oscar(miglior flm, miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura non originale) i fratelli Coen ammaestrano in publico con una amara morale sul tempo che passa e su come i valori cambiano, ma incollano anche blandendo l'occhio dello spettatore con umorismo, bravura e una salsa piccante di violenza che ci sta tutta!
Non c'è molto da dire se non che è un bel film che meritatamente avrà già la sua nicchia tra i classici!

Il mio consiglio: correte nelle sale!!
Buona visione

sabato 16 febbraio 2008

Cloverfield


Cloverfield un film di Matt Revees(insieme a lui co-creatore è J.J. Abrams il creatore di Lost). Con Lizzy Caplan, Jessica Lucas, T.J. Miller, Michael Stahl-David, Mike Vogel, Odette Yustman.

Siamo a New York, gli amici hanno organizzato una festa a Rob che sta per partire per il Giappone(tenere a mente il luogo della partenza), tutto bene, c'è chi riprende, con una telecamera tutto in modo che così potrà portare tutto con sé nella nuova vita, chi beve, chi parla, la tizia con cui Rob ha avuto una tresca ma nessuno lo sa, il fratello di lui, insomma una tranquilla festa tra amici in quel di Manatthan, o così pare.
Blackout, alcuni palazzi sono nel buio più totale, la tv annuncia che una petroliera si è schiantata contro il molo della baia, tutti salgono sul tetto per vedere il disastro, ma quello che da lì a pochi minuti si troveranno davanti, non sarà la visione di una petroliera in fiamme, ma qualcosa di più grosso, più brutto, capace di staccare la testa della statua della libertà. Panico. Terrore. Una corsa contro il tempo per salvarsi e salvare. E da qui 85minuti di inferno..

Ci troviamo di fronte al solito disaster-movie mascherato da innovazione cinematografica? E' una trovata commerciale?(c'è una pubblicità occulta, che tanto occulta non è, alla Nokia che spaventa, se non avessi avuto un Nokia per cellulare sarei andata a comprarlo).
E' una rivalsa dell'America per potersi costruire il loro Gozzilla made in New York(qui forse la partenza per il Giappone un chiaro richiamo al distruttore nipponico)? Oppure è davvero un film ben fatto, geniale, con una trovata originale?
Forse Cloverfield è tutte queste cose, ma anche molto di più!
85minuti di telecamera a mano, l'occhio del cinema segue i protagonisti alla scoperta del disastro, in una Manatthan infida e terrificante, dove un essere mostruoso semina terrore e distruzione. Noi vediamo quello che loro vedono, scopriamo grazie ai loro occhi quello che accade realmente, quello che loro non vedono noi non lo vediamo, loro sono i nostri occhi all'interno di quel mondo. E' questo che fa di Cloverfield non il solito disaster-movie, è questo il suo pregio.
E' un film che prende e ti fa venire ansia e mal di stomaco(grazie al tipo di ripresa),ma non è un film perfetto, anche se sono convinta che si sarà già ricavato la sua nicchia nella storia del cinema, ha delle sbavature e delle soluzioni ridicole:
il mostro, che vedremo alla fine perfettamente, è orribile e non fa paura, anzi ridere, non si capisce se sia un alieno, qualcosa modificato geneticamente o che altro, poi gli esserini che gli escono dal corpo, fanno ancora più ridere, hanno una vocina all'elio assurda(avete mai ascoltato lo zoo di 105? ecco ricorda la voce di E.T), era meglio se restava il mistero e del cattivone avessero fatto vedere solo la coda(altra cosa che ricorda Gozzilla), avrebbe creato più suspance! Una delle protagoniste ha i tacchi per tutto il film, poi se li toglie e a rigor di logica dovrebbe resta scalza, invece no ai piedi ha delle ballerine dorate(MA STATECI ATTENTI ALMENO).

Il Mio Consiglio: Andatelo a vedere, sicuramente perchè vale, è un bel film, anche se con qualche sbavatura.
Buona Visione

domenica 10 febbraio 2008

Caos Calmo


Venerdì 8 Febbraio è uscito nelle sale Caos Calmo, film tratto dal l'omonimo romanzo di Sandro Veronesi, per la regia di Antonello Grimaldi con Nanni Moretti, Isabella Ferrari, Alessandro Gasman, Valeria Golino, Silvio Orlando...

Pietro Paladini(Nanni Moretti) ha fatto una promessa a sua figlia Claudia, le ha detto che l'aspetterà fino alla fine delle lezioni davanti a scuola, là in quella panchina laggiù...
Lara, moglie di Pietro, è morta quell'estate, ma Claudia non sembra triste per la perdita della madre, Claudia non soffre, come nemmeno Pietro soffre, lui che lo stesso giorno della morte della moglie aveva salvato insieme al fratello Carlo(Alessandro Gasmann) due donne, al mare,dove si trovavano in vacanza.
Pietro aspetta ogni gorno fuori da scuola, seduto sulla stessa panchina, andando a comprare il giornale, pranzando al bar e apetta che la figlia si affacci all'intervallo per salutarlo, aspetta che lei esca, aspetta...Intorno a lui la vita gira, continua e quella panchina diviene il centro di un mondo, un confessionale per amici e colleghi di lavoro, parenti preoccupati e con i loro problemi, luogo per riunioni,perchè Pietro non torna in ufficio, Pietro aspetta Caludia e ripensa alle compagnie aeree con cui ha volato, alle strade dove ha abitato, pensa e dentro la sua testa si apre un altro mondo...
il film è lungo, ma si lascia guardare bene, e strappa qualche risata, gli attori sono bravi, adatti alle loro parti, ma quando i titoli di coda iniziano a scorrere e la luce nella sala si accende resta un senso di vuoto e tanti punti di domanda, che a mio avviso il film non colma.
Credo che sia indispensaile la lettura del libro(cosa che io non ho fatto) prima di poter vedere il film.
Troppe cose non dette, troppe sorvolate, troppe scene a cui io non ho trovato un senso.
Come la scena di passione tra la Ferrari (Eleonora, la donna che Pietro ha salvato) e Moretti:
E' forse un ringraziamento di Eleonora, così abituata a un mondo dove nessuno fa qualcosa incodizionatamente, dove il marito, il giorno dell'annegamento, non ha provato a salvarla, perchè troppo pericoloso?
Perchè pietro aspetta?
E' la sua espiazione, per le parole iniziali della figlia, nella scena dove la madre morta giace nel giardino:"papà dove eri ti ho chiamato tre volte, dove eri, tu non c'eri...", l'asperttare, l'essere presente è il modo per sopperire a quegli anni in cui non c'era?
Non posso affermare che non sia un bel film, c'è un gran cast, e Grimaldi è un ottimo regista, ma forse era meglio se restava solo un libro e fosse stata l'immaginazione del lettore a dare vita ai vari personaggi.

Il mio consiglio è: leggete il libro e poi andatelo a vedere.
Buona Visione