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giovedì 20 marzo 2008

Resoconto incontro con Mario Macaluso per Family Day 2008

Ieri, mercoledì 19 marzo, si è svolto un incontro con Mario Macaluso, rappresentante del "forum delle famiglie" toscano e noi di DemosAgorà, in veste anche dell'Associazione Articolo 53, per discutere di come poter integrare l'iniziativa "Per un fisco a misura di famiglia" proposta dal "forum delle famiglie" con il nostro impegno "Per un fisco costituzionale".
Piena condivisione sia da parte nostra che del sig. Macaluso sugli obiettivi da raggiungere. Da discutere invece le modalità attraverso le quali poter riformare il sistema tributario e renderlo effettivamente costituzionale e di consegeguenza di concreto aiuto alle famiglie.
Il testo del Family Day 2008 si esprime nel modo seguente: "Chiediamo, quale primo passo verso una vera equità fiscale, un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico".
Questo concetto corrisponde alla volontà dei nostri Padri Costituenti che citiamo: “non si può negare che il cittadino prima di essere chiamato a corrispondere una quota del suo reddito allo Stato per le spese pubbliche, deve soddisfare i suoi bisogni della vita quotidiana e quelli dei suoi familiari. Questi sono carichi economici e tributari che caratterizzano la capacità contributiva e i loro importi devono essere utilizzati per misurare i redditi imponibili nella loro consistenza effettiva. Se ciò faremo potremo potenziare l'imposta personale progressiva sul reddito e farlo diventare la spina dorsale del nostro sistema tributario. Con l'alleggerire la pressione delle imposte proporzionali che colpiscono separatamente le varie specie di reddito avremo margine per colpire unitariamente e progressivamente il reddito globale personale” (on. Salvatore Scoca).
Oggi un figlio costa euro 9600 all'anno (studio del C.L.E.N. Marzo 2007). Questa, come tutte le altre è una spesa che caratterizza quella capacità contributiva di cui parlava Scoca per cui occorreva dedurne l'importo in sede di calcolo del reddito globale personale e in tal modo applicare la progressività di tutti i tributi nel suo complesso (on. Meuccio Ruini Assemblea Costituente 23 maggio 1947).
L'urgente riforma complessiva del sistema fiscale non può che essere quella indicata dai nostri Padri Costituenti, consistente nell'accertamento dei redditi effettivi e non forfettari derivati oggi da studi di settore che hanno comportato e comportano oltre alla violazione dell' Art.3 e 53 della costituzione una grande evasione fiscale. Con il sistema analitico otterremo la vera capacità contributiva e la progressività del sistema tributario nel suo complesso.
Il sig. Macaluso è apparso interessato alle nostre proposte e si è impegnato per integrare le nostre posizioni. Attendiamo ora una risposta definitiva da parte di coloro che si sono occupati nello specifico della stesura del testo del "Family Day 2008".
Se ci sarà la volontà di collaborare, come promesso, saremo da subito disposti a raccogliere firme per l'iniziativa.

lunedì 3 marzo 2008

Family Day 2008

Non è stata accompagnata dal clamore della prima manifestazione la seconda avventura della giornata della famiglia, chiamata americanamente Family Day. L'anno scorso c'era il grosso problema DICO e questa manifestazione era stata strumentalizzata in ogni modo possibile. Quest'anno, perlomeno si parla di qualcosa di concreto per aiutare le famiglie e cioè di intervenire nel nostro sistema fiscale per renderlo "a misura di famiglia". Questo il testo della petizione che girerà in 1420 piazze italiane per una raccolta firme da presentare il 15 maggio al presidente della Repubblica:

Testo della petizione "FIRMA PER UN FISCO A MISURA DI FAMIGLIA"
- Mantenere ed educare i propri figli è, per la famiglia, oltre che un obbligo morale e naturale anche un diritto-dovere costituzionale.- Per questo la grande questione fiscale oggi in Italia è il sistema di tassazione delle famiglie. Un fisco ingiusto significa famiglie povere, famiglie che non ce la fanno, figli che non nascono. Un Paese che non si rinnova. Le famiglie sono fortemente penalizzate, perché non si tiene veramente conto dei carichi familiari.
- Va quindi introdotto un sistema fiscale basato non solo sull’equità verticale (chi più ha più paga), ma anche sull'equità orizzontale per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare, in pratica, le stesse tasse di chi non ne ha.- Il reddito imponibile deve dunque essere calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia.
Chiediamo, quale primo passo verso una vera equità fiscale, un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato.
- Questo sistema è semplice, di immediata applicazione, mantiene intatta la progressività (quale progressività???) del prelievo, può sostituire migliorandolo l’attuale complicato sistema di detrazioni. Il problema di coloro che non godrebbero delle deduzioni, a causa di redditi troppo bassi, i cosiddetti incapienti, si può facilmente risolvere introducendo l’imposta negativa, un’integrazione al reddito pari alla deduzione non goduta.
- In questo modo, nell’ambito di una futura, complessiva riforma del sistema fiscale, sarà possibile prevedere anche l’introduzione di strumenti, quale il quoziente familiare, che abbiano alla base, come soggetto imponibile, non più l’individuo ma il nucleo familiare.

L'auspicio è che questa iniziativa non finisca come la precedente. Hanno già firmato diversi politici divorziati tra cui Fini e Casini, l'esponente del PD Paola Binetti, l'ex comunista Ferrara, che non ha perso occasione per invitare tutti con alla sua manifestazione l'8 marzo, ed altre personalità politiche.

mercoledì 13 febbraio 2008

Adozioni dimenticate tra famiglia e aborto.

Un tema che trova molto poco spazio in Italia è quello delle adozioni. Una moratoria dell'aborto solleva grandi quesiti, esami di coscienza, battaglie politiche e scandalizza profondamente. Ma di adozioni non si parla mai. Eppure:
"In Italia oggi assistiamo ad un autentico collasso del sistema adozione contraddistinto da questi
dati:
1) circa 30.000 bambini negli orfanotrofi-case famiglie-famiglie affidatarie italiane;
2) 1.500.000 di orfani nel solo Est Europa, 145 milioni nel mondo
3) circa 50.000 famiglie disposte ad adottare con un attesa minima di 4 o 6 anni;
4) da anni la politica ha totalmente dimenticato la questione adozione;
5) l’organo tecnico (Commissione adozioni internazionali) che dovrebbe facilitare
l’adozione internazionale di 50.000 famiglie ha un organico ridotto all’osso e va
potenziata nella dirigenza"

Questi dati sono tratti da un documento che potete leggere cliccando sul link alla fine di questo articolo, in cui vengono presentati 15 punti richiesti dall'associazione "amici delle adozioni" al governo. In questo documento possiamo anche leggere:

"I PARADOSSI: TUTTI SI MUOVONO PER L’ABORTO, NESSUNO PER L’ADOZIONE
In questi anni abbiamo fatto molte riflessioni amare. L’esercito di chi vuole adottare ha
ascoltato, spesso in silenzio, anzi troppo in silenzio, tante discussioni. Abbiamo anche assistito
periodicamente (anche nell’ultima campagna elettorale) a qualcuno che voleva mettere in
discussione la legge sull’aborto. Quando ciò accade si assiste ad un’immane levata di scudi
della classe politica. Ma allora noi ci chiediamo: perché non ci sono le stesse levate di scudi di
fronte alla catastrofe umanitaria di migliaia di famiglie che non riescono a nascere,
condannando bambini e aspiranti genitori a restare separati? Perché la politica è latitante,
perché siamo lasciati a piangere?"
Forse perchè l'adozione trova poco spazio nella disputa politica per il voto. Temi come famiglia e aborto sono molto "caldi" e da tempo è attorno a questi due temi che si organizzano manifestazioni e dispute elettorali. Le adozioni sono un "prodotto" che purtroppo smuove ancora poco gli elettori. La Chiesa non ne parla (o meglio si limita a dire che i gay non devono adottare) e i partiti continuano con famiglia e aborto. Di diritto alla vita del feto si parla sempre, di diritto alla vita di un bambino nato ma orfano o abbandonato, mai. La famiglia si difende dicendo "No ai DICO" e ci si dimentica che i DICO per ora non ci sono e nonostante questo il 50% dei matrimoni celebrati negli ultimi 2 anni finisce dopo circa un anno. Forse sarebbe meglio cercare altrove le cause di tanta disgregazione! E sarebbe forse giunto il momento di difendere anche quelle famiglie che vogliono avere un figlio e per un motivo o per un altro purtroppo non possono averlo.
http://www.amiciadozione.it/adozione170407.pdf (testo completo delle 15 richieste delle famiglie al governo in materia di adozione)