mercoledì 10 settembre 2008

PIL SECONDO TRIMESTRE -0,1% ANNUO

da ansa.it

La Commissione europea parla di "stagnazione" dell'economia italiana e taglia le previsioni di crescita per il 2008, indicando per il nostro Paese "solo uno 0,1%", contro "la già debole crescita" dello 0,5% stimata nello scorso aprile. Questo magro risultato - sottolinea la Commissione - "implica che non c'é alcun impulso di crescita per il 2009".

L'economia di Eurolandia crescerà nel 2008 dell'1,3%: è questa la nuova previsione della Commissione europea che ha dunque tagliato la precedente stima di aprile che indicava un 1,7%. "Si tratta di un rallentamento più brusco del previsto",commenta il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia. Tagliato anche il Pil 2008 dell'Ue-27, dal 2% dello scorso aprile all'1,4%.

La diminuzione del Pil dello 0,1% risulta essere il peggior dato tendenziale dal terzo trimestre del 2003, quando ugualmente si era registrato un calo dello 0,1% su base annua.

UE: NUOVE STIME, SU CRESCITA ITALIA RESTA ULTIMA
Con un 0,1% nel 2008, il Pil italiano si conferma il più debole tra i principali Paesi di Eurolandia che cresceranno tutti sopra l'1%. Ecco due tabelle con le nuove stime 2008 su Pil e inflazione pubblicate dalla Commissione europea.

PIL
----------------
GERMANIA 1,8%
SPAGNA 1,4%
FRANCIA 1,0%
ITALIA 0,1%
OLANDA 2,2%
-----------------
UE-15 1,3%


INFLAZIONE
-----------------
GERMANIA 3,0%
SPAGNA 4,5%
FRANCIA 3,5%
ITALIA 3,7%
OLANDA 2,8%
-----------------
UE-15 3,6%.

martedì 9 settembre 2008

Incontro dibattito sul "lodo Alfano" e immunità


11 settembre ore 21.30
presso la libreria Feltrinelli
via Cerretani - Firenze

Incontro-dibattito sul lodo Alfano e la storia delle immunità in Italia. L'incontro, organizzato dalla Feltrinelli e dalla Diple Edizioni, prevede la presentazione del libro "Auto Immuni. Storia di come il potere in Italia assolva sè stesso". Questo libro, che potremmo definire un istant book è uscito in concomitanza con l'approvazione della legge che sospende i processi per le "alte cariche" del nostro Paese.

Saranno presenti:
- Marco Ottanelli, autore del libro "Auto immuni"
-Il magistrato Alessandro Nencini
-Roberta Anguillesi, caporedattore di democrazialegalita.it
-la Fondazione Antonino Caponnetto.

“Arezzo cambia?”


Scheda sintetica eventoScheda sintetica eventoScheda sintetica evento
Un nuovo rapporto tra imprese e istituzioni
per gestire il cambiamento
e le nuove sfide
Arezzo, Parco Pertini (Viale Giotto)
9 settembre 2008, ore 21.15


IL 9 SETTEMBRE AD AREZZO

ISTITUZIONI E IMPRESE A CONFRONTO

SUL TEMA DEL CAMBIAMENTO

Interverrà anche il presidente della Regione Toscana Claudio Martini

alla manifestazione dal titolo “Arezzo cambia?” organizzata dalla Confcommercio aretina per parlare delle trasformazioni in atto nel sistema economico locale e non solo.

Sul palco allestito nel Parco Pertini (viale Giotto) dalle ore 21.15 siederanno tra gli altri anche il vicepresidente del Gruppo Pdl alla Camera dei Deputati onorevole Maurizio Bianconi, il presidente di Confcommercio Toscana Franco Scortecci, il presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca e il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani.

Il compito di moderare il dibattito andrà al segretario provinciale del Pd Marco Meacci e all’ex sottosegretario al Welfare senatrice Grazia Sestini, che in perfetto stile ‘bipartisan’ si alterneranno con il direttore provinciale di Confcommercio Franco Marinoni nel porre le domande agli ospiti, in una sorta di vivace talk show in cui i rappresentanti delle istituzioni e quelli del mondo economico saranno chiamati a confrontarsi sul tema del cambiamento.

Sarà infatti proprio l’interrogativo del titolo a fare da filo conduttore alla serata: il recente rinnovo dei vertici della Camera di Commercio aretina, alcuni avvicendamenti nelle istituzioni e, più in generale, l’affermazione di nuovi e diversi equilibri nel tessuto socio-economico provinciale creano le condizioni per un cambiamento profondo e radicale degli assetti, di fronte a cui tutti sono chiamati a fare la propria parte.

In platea siederanno molti amministratori dei trentanove Comuni della provincia di Arezzo, insieme ai dirigenti delle principali associazioni di categoria e a imprenditori locali di terziario, industria, artigianato e agricoltura.

Per info: http://www.confcommercio.ar.it/

lunedì 8 settembre 2008

Copyleft Festival Arezzo - Puntata speciale con intervista a Marco Gallorini


(ascolta lo special sul Copyleft Festival)

“COPYLEFT FESTIVAL 2008”: presentata questa mattina la rassegna che prende il via giovedì prossimo

Copyleft Festival 2008: quattro giorni di dibattiti, incontri, musica e spettacoli per parlare di copyleft e licenze creative commons. Dall’11 al 14 settembre Arezzo sarà la capitale della libera circolazione di idee e del sapere. La rassegna, organizzata dall’Associazione InProspettiva si svolgerà nelle piazze centrali di Arezzo e vedrà decine di ospiti interagire con il pubblico.

Il programma è stato presentato questa mattina presso la Biblioteca Città di Arezzo. La Presidente della Biblioteca prof.ssa Caterina Tristano si è detta lieta di “supportare anche quest’anno Copyleft Festival, manifestazione che divulga i temi di copyleft e creative commons che la Biblioteca ha già adottato da tempo. La rassegna diventa per noi una importante campagna di informazione a cui ne seguiranno altre”. Le ha fatto eco l’Assessore all’Innovazione della Provincia di Arezzo Gabriella Cecchi che ha ricordato: “l’amministrazione provinciale segue questo festival dalla sua nascita e lo sostiene perché crede nelle tematiche che affronta. Quest’anno il programma è davvero interessante e di respiro nazionale. Stiamo lavorando con l’associazione InProspettiva su un’ipotesi di ‘Università del Copyleft’, un progetto ambizioso che darà progettualità e continuità all’impegno sul copyleft che nasce da questo festival”. Anche il Comune di Arezzo, rappresentato dall’Assessore all’innovazione Ilario Nocentini ha sottolineato che “il Comune rinnova anche quest’anno con soddisfazione l’impegno a fianco di Copyleft Festival, sia perché questa rassegna è organizzata da tutti giovani ragazzi della nostra città e sia perché i contenuti sono in linea con le nostre politiche di sviluppo e migrazione verso l’utilizzo in ogni campo di software open source”.
Presente in sala anche ARCI: Francesco Romizi, responsabile delle attività internazionali Arci Arezzo che ha ricordato come l’ARCI sia presente a Copyleft festival “con un accordo a livello nazionale. E’ un segnale importante per questa rassegna, Arci sarà presente alla tavola rotonda sui beni comuni e ad una sua campagna di solidarietà, ‘un cuore si scioglie’, andrà il ricavato della vendita dei fumetti realizzati durante Copyleft Festival”.
Marco Gallorini, presidente dell’associazione InProspettiva che organizza il Festival :”il nostro è un festival che è cresciuto molto come rete e contenuti in un solo anno, nato dai giovani della città che punta a sviluppare una progettualità capace di proiettare Arezzo al centro della scena nazionale ed europea sul tema dell'accessibilità alle opere dell'ingegno e dei beni comuni".

Gallorini ha poi illustrato il programma alla stampa: dal dibattito sui beni comuni al racconto su Licio Gelli frutto del lavoro dell’officina narrativa Kai Zen, dal concorso Corti in Creative Commons alla tavola rotonda su letteratura di genere e critica sociale, passando per la proiezione di Zero, film inchiesta sull’11 Settembre 2001, i disegnatori di IUK e quelli della Scuola Internazionale di Comics, gli spettacoli teatrali di Saverio Tommasi e Christian Biasco, la satira di Daniele Caluri ed Emiliano Pagani, la musica di Homework, i libri di Alegre, Stampa Alternativa, Gaffi, il fumetto di Becco Giallo, i dibattiti sul futuro della musica, del software open source, il barcamp sui newmedia, i workshop di fumetto e letteratura: questo ed altro ancora è Copyleft Festival 2008.
Più di 35 eventi in quattro giorni, 80 ospiti, quasi trenta collaborazioni con realtà spesso molto diverse tra loro, da Arcoiris ad Arci, dalla campagna Coop “Il cuore di scioglie” all’iniziativa “No Pago” a cui aderiranno le biblioteche della provincia di Arezzo. Tanti gli ospiti, autori scrittori, disegnatori tra cui anche Giancarlo de Cataldo protagonista dello spazio “Copyleft off”: un autore che non scrive in copyleft presenta la sua opera e partecipa al dibattito. Saranno poi presenti i produttori cinematografici Licaoni, la giornalista e scrittrice Antonella Beccaria nella doppia veste di moderatrice dell’incontro su “Letteratura di genere e critica sociale” e autrice del suo ultimo libro “Uno bianca e trame nere”, gli scrittori Gianni Biondillo e Serge Quadruppani, il fondatore di stampa alternativa Marcello Baraghini e tanti altri ospiti.

Una seconda edizione che racchiude il meglio delle opere dell’ingegno rilasciate in creative commons durante l’anno appena trascorso, un’edizione che guarda a tematiche sociali e di impegno civile, un’edizione che instaura collaborazioni con realtà fino ad oggi estranee al mondo del copyleft e che cerca allo stesso tempo di mantenere fede alla sua originale vocazione divulgativa. La filosofia di copyleft, che sta trovando sempre più campo e adesioni anche in Italia, non nega il diritto d'autore, ma consente che dell'opera di ingegno (testo, software, musica eccetera) si possa fare un uso più libero. Il copyleft è infatti un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. In questo quadro le “opere dell’ingegno” si considerano non solo come “produzioni” dell’ingegno, ma “motori” a loro volta di nuove idee e concetti, in un’ottica generale di libera diffusione della cultura. I vantaggi principali del copyleft sono infatti la gratuità e la più rapida circolazione della conoscenza, che a sua volta offre maggiore visibilità e possibilità di successo agli autori.

Ogni giorno a Copyleft Festival saranno presenti anche stand di case editrici e partner del festival, le esposizioni di una mostra fotografica “Feeling blue” di Luca Deravignone e delle tavole del progetto “Schiaffo” e della Scuola Internazionale di Comics.

Tutte le info di Copyleft Festival su http://www.copyleftfestival.net/

domenica 7 settembre 2008

Copyleft Festival - Arezzo, 11-14 Settembre

GIOVEDÌ 11: ANTEPRIMA

PIAZZA RISORGIMENTO
ore 17 presentazione di Scorrete lacrime disse lo sceriffo (Philip Dick -
Collettivo Crash) tbc
ore 18 Copyleft Off: presentazione “Nelle Mani Giuste” di Giancarlo De
Cataldo, Einaudi Stile Libero
ore 19 Open Source e pubblica amministrazione: tavola rotonda
sull’utilizzo delle licenze open source nella P.A.
(con Ilario Nocentini (Ass. innovazione comune di Arezzo), Arturo di Corinto,
Mirando Brugi, Flavia Marzano)
PIAZZA SAN JACOPO
ore 19 Leftmusic: dj set Dj Jago (Elettrowave)
SALA BORSA MERCI
ore 21 Dibattito e proiezione film “Zero - Inchiesta sull’11 Settembre”
(con il regista Francesco Trento)

VENERDÌ 12

SALA BORSA MERCI
ore 21 Proiezione cortometraggi in gara concorso
CORTI IN CREATIVE COMMONS
(in parallelo proiezione al Flexi di Roma)
PIAZZA RISORGIMENTO
ore 16 presentazione “United Business of Benetton”
(ed. Stampa Alternativa)
ore 17 presentazione Zero Tolleranza l'antologia del fumetto indipendente
italiano, in collaborazione con "Sherwood Comix Festival 2008", ed.
Beccogiallo (con Luca Genovese e Claudio Calia)
ore 18 presentazione Uno bianca e trame nere di A. Beccaria,
ed. Stampa Alternativa
(presenta lo scrittore Bruno Fiorini aka Kai Zen Brian)
ore 19 “Letteratura di genere e critica sociale: come la letteratura di
genere indaga la Storia. Episodi poco chiari della storia italiana e non solo.”
(con Serge Quadruppani, Gianni Biondillo e Simone Sarasso;
modera Antonella Beccaria)
PIAZZA SAN JACOPO
ore 19 Leftmusic: live set Micamat (Homework)
ore 21.30 Spettacolo teatrale “Georgofili, una via una strage”
(di e con Saverio Tommasi)
SKATE PARK AREZZO
ore 23 Copyleftnight@Skate Park with Reddarmy
SABATO 13

SALA BORSA MERCI
Ore 16 Workshop di scrittura collettiva
Curato dalla SIC: La centounesima centuria
ore 21.30 Premiazione corti vincitori concorso CORTI IN CREATIVE
COMMONS con i registi del Ring e presentazione del progetto
multimediale MetroInferno (in parallelo proiezione al Flexi di Roma)
PIAZZA RISORGIMENTO
ore 16 presentazione TBC
ore 17 Professionisti open: lavorare con il copyleft: con Diego Zanga,
Marco Gallorini e Simone Aliprandi.
ore 18 Presentazione Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di
Monica Viola, ed. Rizzoli 24/7
(presenta lo scrittore Giulio Mozzi)
ore 19 “Beni comuni: dai farmaci all’acqua, passando per le opere
dell’ingegno umano: i patrimoni comuni dell’umanità messi a rischio
dall’economia di mercato”: tavola rotonda con Philippe Aigrain, Alessandro
Volpi, Vincenzo Striano; modera Francesco Romizi (Arci Arezzo).
PIAZZA SAN JACOPO
ore 19 Leftmusic: live set Apes on tapes (Homework)
ore 21.15 Spettacolo teatrale “L’origine del male”
(di e con C. Biasco)

DOMENICA 14

SALA BORSA MERCI
ore 11-17 “New Media Camp”: bar camp su new media, citizen journalism,
produzione dal basso della notizia.
(Interverranno alcuni dei maggiori blogger italiani)
PIAZZA RISORGIMENTO
ore 11,30 “No Pago campagna per il prestito bibliotecario gratuito: le
ragioni di una battaglia fondamentale per il libero accesso alla cultura”
(tavola rotonda con un rappresentante per la campagna No Pago, la
presidentessa della Biblioteca Città di Arezzo prof.ssa Caterina Tristano,
Monica Mazzitelli)
ore 12.30 Adesione alla campagna di tutte le biblioteche pubbliche della
provincia di Arezzo
(SEGUIRÀ BUFFET IN BORSA MERCI)
ore 16 presentazione Radio Aut, materiali di esperienza di
controinformazione ed. Alegre (con Salvo Vitale)
ore 17 Acido Lattico di Saverio Fattori, Gaffi editore
(presenta Stefano Mei)
ore 18 Acqua in movimento. Ripubblicizzare un bene comune di Marco
Bersani, edizioni Alegre.
ore 19 tavola Rotonda: nuove forme della musica e licenze c.c. con
Gabriele Lunati, Davide D’Atri di Beatpick, Marco Fagotti di Anomalo Records
e Andrea De Rocco (Negramaro).
PIAZZA SAN JACOPO
ore 16 workshop di disegno e sceneggiatura con Daniele Caluri ed
Emiliano Pagani de “Il Vernacoliere”
ore 19 Leftmusic: live set Simone Pelliconi (Homework)
ore 21 Licaoni presentano una selezione di video in cc
ore 21.30 Spettacolo teatrale “Don Zauker Talk Show”
(con Daniele Caluri ed Emiliano Pagani)

sabato 6 settembre 2008

La "nuova Alitalia". Un affare da un miliardo di debiti in più per lo Stato!


Questo articolo illuminante di Gianni Dragoni tratto da http://www.ilsole24ore.com/ spiega in maniera chiara la vicenda Alitalia e le conseguenze delle scelte del governo.

È un confronto perdente, quello tra il piano Passera-Colaninno per la «nuova Alitalia» che è stato accolto con le fanfare dal Governo e l'offerta di acquisto presentata da Air France-Klm nei mesi scorsi, che fu affossata da Silvio Berlusconi in campagna elettorale e respinta dai sindacati.

In nessun aspetto la proposta attribuita alla cordata di 16 investitori della Cai, guidati da Roberto Colaninno, già scalatore di Telecom Italia nel 1999 con i soldi della stessa società, migliora il progetto francese. Anzi, numerosi appaiono i peggioramenti, per la compagnia e i lavoratori, per i consumatori, per i contribuenti, per creditori e azionisti.

Dalle informazioni disponibili si possono sollevare interrogativi che vanno ad aggiornare il decalogo pubblicato sul Sole 24 Ore il 25 luglio. Inoltre, non è comprensibile quali vantaggi rechi l'integrazione con AirOne, aviolinea privata in difficoltà che Intesa Sanpaolo ha voluto includere nella «nuova Alitalia».

1. I vantaggi dell'italianità
L'elemento da cui è partita l'opposizione politica e imprenditoriale al piano Spinetta era la mancanza di «italianità». Solo questa caratteristica – si disse – sarebbe stata una garanzia per i passeggeri nazionali, le imprese, il turismo, con il mantenimento di un maggior numero di voli intercontinentali e internazionali diretti. Ebbene, le destinazioni della «nuova Alitalia» saranno 65, inferiori alle 84 di Air France. Ci sarà una concentrazione sul mercato nazionale ed europeo (dove si perdono più soldi per l'attacco delle low cost), con pochi collegamenti intercontinentali. I voli a lungo raggio della nuova società oscillano, secondo i primi annunci, tra 13 e 16 destinazioni, contro le 15 previste da Jean-Cyril Spinetta all'inizio e destinate ad aumentare. Per i passeggeri italiani aumenterà la necessità di fare scalo a Parigi, Francoforte o Londra per voli lunghi.

2. Flotta ridimensionata
La riduzione di attività è inevitabile poiché il piano postula che la compagnia derivante dall'integrazione di Alitalia con Air One abbia circa 139 aerei, cioè 100 in meno delle 238 macchine impiegate dai due vettori. Spinetta prevedeva un'Alitalia con 137 velivoli, circa 40 in meno della sua flotta. I francesi inoltre prevedevano di aggiungere un aereo di lungo raggio all'anno dal 2010. Non si conoscono gli impegni di Colaninno in proposito.

Poiché Alitalia già ha 175 aerei, più della flotta giudicata necessaria dal nuovo piano, a cosa serve aggiungere AirOne, con i suoi 60 aeroplani? L'aviolinea privata ha ordini per 60 nuovi Airbus 320 che consumano meno dei vecchi Md80 Alitalia. Ma il canone di leasing su questi aerei è molto più alto che sugli altri.

3. Monopolio
L'unione di Alitalia con il principale concorrente annulla quasi tutta la concorrenza sui cieli nazionali. La nuova società avrà mano libera nell'alzare le tariffe, con un beneficio di alcune centinaia di milioni sui conti. Fa sorridere chi sostiene che la concorrenza arriverà dal treno: l'alta velocità, quando arriverà, potrà forse essere un'alternativa sulla Roma-Milano, non sulle altre tratte. L'italianità, insomma, sarà pagata cara dai consumatori.

4. Impegni finanziari
Air France-Klm si era impegnata a versare dentro Alitalia Spa – la società oggi commissariata – almeno un miliardo entro giugno 2008, accollandosi anche circa 1,4 miliardi di debiti finanziari netti che invece il nuovo piano lascia nella bad company. Di fatto, l'impegno di Air France era di 2,4 miliardi circa. E non ci sarebbe stata una bad company da scaricare sullo Stato o sui creditori/azionisti.

La Cai ha annunciato un impegno fino a un miliardo. Per ora, i suoi soci hanno versato 160mila euro. E nell'«information memorandum» del Progetto Fenice si legge che il nuovo capitale versato «per cassa» dai soci entro il 2008 sarà di 800 milioni, «soggetto al verificarsi di talune condizioni sospensive». È da chiarire quale sarà la somma effettiva, comunque inferiore al miliardo.

Quanto a AirOne, lo stesso documento dice che, attraverso un aumento riservato, conferirà «taluni rami aziendali per un controvalore pari a 300 milioni», che porteranno il capitale a 1,1 miliardi. AirOne non mette soldi. Quali siano i «rami aziendali» il documento non lo precisa. Certo non aerei, perché i suoi jet sono in leasing.

L'impegno degli investitori «italiani» è meno della metà dei francesi. Resta un buco di almeno 1,4 miliardi nella bad company: debiti che verranno pagati dallo Stato (si stima per un miliardo), [già il nostro debito pubblico è il più alto dei Paesi dell'Ue, questa geniale strategia ci accolla un altro miliardo da pagare. E meno male che il governo aveva intenzione di abbassare le tasse. Se aumentano le spese per lo Stato come farà a rimetterle a posto senza infilare le mani nelle tasche dei cittadini?] dai creditori, dagli azionisti.

5. La valutazione di Alitalia
Si sostiene che la Cai ha fatto un'offerta di circa 300 milioni per comprare la parte buona di Alitalia, gli slot, il marchio, con gli aerei migliori. Un valore analogo viene attribuito ai conferimenti di AirOne. Non è giustificabile attribuire valori simili a società che non sono comparabili. Ed è risibile che la polpa buona della compagnia pubblica valga così poco. Alitalia possiede slot pregiati a Heathrow, Parigi, Francoforte, Duesseldorf, Madrid che valgono svariate centinaia di milioni. Ha un marchio noto nel mondo, una rete di vendita internazionale.

Perché il commissario Augusto Fantozzi non apre una procedura trasparente di vendita, dando anche ad altri (Air France o Lufthansa, ad esempio) il tempo di fare un'offerta? Dovrebbe essere suo interesse massimizzare il ricavato per creditori e azionisti.

6. Il valore di Air One
Il Progetto Fenice non spiega quale sia il beneficio portato da AirOne. La compagnia di Carlo Toto ha una rete sovrapposta ad Alitalia, gli aerei mezzi vuoti e perde soldi: nei primi sei mesi del 2008 il coefficiente di occupazione posti è del 56,8%, il più basso d'Europa tra le circa 30 compagnie dell'Aea (media 74,4%, Alitalia ha il 68,2%). I conti veri di AirOne sono quelli del consolidato di Ap Holding (ApH), la controllante creata a fine 2006 da Toto con una complessa manovra di rivalutazione patrimoniale. Nel 2007 il gruppo ApH ha perso 32 milioni, con un fatturato di 785 milioni. I debiti del gruppo a fine 2007 erano 900 milioni e sono cresciuti a 1,1 miliardi nei primi sei mesi quest'anno. In larga parte si tratta di debiti per acquisire i nuovi A320 che sono collocati in società irlandesi, date in pegno alle banche finanziatrici e affittati a AirOne.

Il Progetto Fenice suona come il salvataggio di AirOne e delle banche che l'hanno finanziata. Quali sono gli impegni e le banche esposte con Toto? Si sa di Unicredit, di Morgan Stanley, di sigle tedesche. Ci sarebbe più trasparenza se fosse fatta piena luce sulla reale esposizione verso Toto di Intesa.

7. Flotta e leasing
Alitalia ha 109 aerei in proprietà. La flotta era iscritta nel bilancio 2007, approvato anche dal ministero dell'Economia, per un valore di 1,98 miliardi di euro: è compresa o no la flotta nell'offerta da circa 300 milioni di Colaninno? Nel Progetto Fenice si legge che «la Newco acquisterà dalla vecchia Alitalia 43 aerei per 772 milioni, accollandosi debiti per 522 milioni». Sembrerebbe che questo impegno si aggiunga ai circa 300 milioni offerti per la compagnia. Non si tratta di una valutazione generosa: i debiti legati agli aerei (tra cui 6 Boeing 777 valutati 295 milioni, con 210 milioni di debito accollato) sono mutui per un'attività in funzionamento, allineati ai costi che si avrebbero con il leasing.

Nel Progetto Fenice si dice che «Nuova Alitalia non deterrà aerei in proprietà, tutta la flotta sarà gestita in leasing». Nessuna grande compagnia lo fa. Perché questa scelta? Forse per fare cassa vendendo gli aerei e ridurre il capitale versato dai soci? Toto sarà il fornitore privilegiato grazie ai suoi ordini per 60 A320 e realizzerà buoni guadagni con i canoni di leasing.

8. Esuberi
Il piano francese prevedeva 2.120 esuberi. Inoltre 3.300 lavoratori sarebbero rimasti in Az Servizi-Fintecna, con cinque anni di appalti garantiti. La «nuova Alitalia» ha detto che ha bisogno di 14.250 addetti, di cui 2.750 esterni. Poiché il gruppo Alitalia ha 18mila dipendenti e il gruppo AirOne 3mila, gli esuberi veri sono circa 7mila.

9. Risparmiatori intrappolati
La Consob ha sospeso azioni e bond Alitalia il 3 giugno, per evitare speculazioni. Così è stato impedito a soci e obbligazionisti di fuggire. Ora le azioni sono carta straccia.

10. Lock up e compensazioni
I 16 imprenditori intendono vendere tra cinque anni e non prima. Tuttavia il vincolo del lock up potrebbe essere aggirato con una ricapitalizzazione fatta da altri soci (per esempio Air France). Ci sono dubbi sugli interessi che hanno mosso i partecipanti alla cordata italiana, oltre alla possibilità di guadagnare rivendendo a un vettore europeo. Benetton e Gavio hanno già ottenuto dal Governo benefici con le nuove convenzioni autostradali.


Il lodo Alfano








Art. 1

1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, Presidente del Senato della Repubblica, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio dei ministri, sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione.

2. L'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione.

3. La sospensione non impedisce al giudice, ove ne ricorrano i presupposti, di provvedere ai sensi degli articoli 392 e 467 del codice di procedura penale, per l'assunzione delle prove non rinviabili.

4. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159 del codice penale.

5. La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura.

6. Nel caso di sospensione, non si applica la disposizione dell'articolo 75 comma 3 del codice di procedura penale. Quando la parte civile trasferisce l'azione in sede civile, i termini a comparire di cui all'art. 163 bis del codice di procedura civile sono ridotti della metà, e il giudice fissa l'ordine di trattazione delle cause dando precedenza al processo relativo all'azione trasferita.

7. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.

8. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


Quanto riportato sopra è il testo dell'ormai celebre (o che dovrebbe essere celebre) legge del Ministro della Giustizia Angelino Alfano che garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato, ovvero: il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato e il Presidente del Consiglio. I telegiornali di Rai e Mediaset si sono occupati assai di striscio di una legge così importante senza entrare pergiunta nei particolari riguardanti il suo contenuto, talmente imbarazzante e comico, che anche un bambino di due anni leggendola arriverebbe subito a capire che è fatta a pennello per una persona. Nella prima parte si dice: "i processi penali nei confronti di... sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione". E si aggiunge in modo da levare ogni dubbio e ogni possibilità di sbagliate interpretazioni del testo, insomma per essere chiarissimi: "La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione". Quindi anche se, per fare un esempio, il Presidente del Consiglio avesse in corso un processo iniziato prima della sua elezione, questo processo verrebbe comunque sospeso. Inoltre le quattro cariche citate nel Lodo Alfano sono per tutta la durata della loro funzione intoccabili, cioé qualora commettessero dei reati non potrebbero essere processati, a meno che non ne facciano loro stessi richiesta. Cioé loro possono dire: io rinuncio alla sospensione del processo che mi riguarda si proceda pure, in base a quanto scritto nel secondo comma della legge: "L'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione". Si ricordi inoltre che nonostante la palese incostituzionalità del Lodo Alfano, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, questo è stato subito firmato dal Capo dello Stato, figura che sarebbe chiamata ad essere garante dei principi contenuti nella Carta entrata in vigore il 1° gennaio del 1948.

Questa è la democrazia in Italia.

venerdì 5 settembre 2008

Shrooms. Trip senza ritorno

Un film di Paddy Breathnach. Con Lindsey Haun, Jack Huston, Max Kasch, Alice Greczyn, Robert Hoffmann, Maya Hazen, Don Wycherley, Sean McGinley. Genere Horror, colore 84 minuti. - Produzione Irlanda 2006. - Distribuzione Moviemax.

Cinque ragazzi americani raggiungono un amico in Irlanda per una vacanza all'insegna dello "sballo": sono alla ricerca dei migliori funghi allucinogeni del mondo, per il migliore trip(in gergo significa viaggio, serie di allucinazioni) della loro vita.
Le cose, però, non sono mai così semplici e il viaggio paradisiaco presto si trasformerà in un incubo infernale.

In poche righe si può riassumere la trama di questo horror made in Ireland, che ripercorrendo le orme di quella genia, le cue basi sono state gettate da " The Blair Witch Project", dove il bosco è sfondo e co-protagonista e al suo interno si nascondono strani figuri ed esseri inquietanti, morte e urla.
Non c'è niente di innovativo o di veramente pauroso, è un film prevedibile, non terorizza, anzi fa quasi ridere, ci sono scene al limite delll'assurdo, gli effetti speciali( e affini) sono usati e riusati(basti pensare a come cammina il "mostro" di turno), la musica nei suoi crescendo "al punto giusto" invece di aumentare la tensione sembra volerti togliere il brivido di saltare sulla sedia svelandoti che sta per accadere qualcosa, contribuendo, quindi, a banalizzare questo film dalla trama scontata e dalla tecnica irrilevante.

Il regista cerca di intraprendere la via dell'horror psicologico alla giapponese, con storie di fantasmi, case con storie alle spalle di efferati omicidi, unendolo, però, allo spaltter sangue-sangue-muori-muori, e quello che ne viene fuori, purtroppo, è una pellicola tristemente banale e infelicimente non purosa.


Il mio consiglio: I soldi che spendereste per il biglietto metteteli da parte per un viaggio in Irlanda.

Buona visione(o cattiva dipende dai punti di vista).

martedì 2 settembre 2008

L'Articolo 53 della Costituzione in varie lingue...

INGLESE:

Every person shall contribute to public expenditure in accordance with his/her tax-payer
capacity.
The taxation system shall be based on criteria of progression.

FRANCESE:

Tout individu est tenu de contribuer aux dépenses publiques en fonction de sa capacité contributive. Le système fiscal s'inspire des critères de progressivité.

TEDESCO:

Jedermann ist verpflichtet, entsprechend seiner Steuerkraft zur Finanzierung der öffentlichen Ausgaben beizutragen.
Das Steuersystem richtet sich nach den Grundsätzen der Progression.

SPAGNOLO:

Todos estarán obligados a contribuir a los gastos públicos en proporción a su capacidad contributiva.
El sistema tributario se inspirará en criterios de progresividad.

ARABO:

كل مواطن ملزم بالمساهمة في الإنفاق العام بما يتناسب ومقدرته.
يستند النظام الضريبي الى معايير تصاعدية

lunedì 1 settembre 2008

Come il governo Berlusconi lavora per la sicurezza degli italiani... il ddl sulle intercettazioni

"Il nostro diritto di informare e' la vostra libertà di sapere. E’ la possibilità che abbiamo di difendervi dalle truffe e dalle cliniche degli orrori, da imbrogli grandi e piccoli, dalla mala politica fatta di interessi e clientele, da chi vi ruba persino le emozioni truccando o condizionando i risultati sportivi. Dovremmo tacere anche su “calciopoli”, in futuro, se venisse approvato il disegno di legge del Ministro della Giustizia. La tutela della riservatezza è un valore anche per noi giornalisti, ma non può essere usata come pretesto per bloccare l’informazione giudiziaria.

Per queste ragioni l’Usigrai sostiene la difesa del diritto di cronaca che la Federazione Nazionale della Stampa sta attuando con tutte le iniziative possibili.

Consideriamo il disegno di legge sulle intercettazioni un autentico bavaglio. Le norme proposte affievoliscono il diritto – dovere di informare e travolgono il diritto dei cittadini a sapere. Facciamo sindacato insieme, diciamo “no” alla legge-bavaglio."

Premesso che la Rai è una televisione purtroppo al servizio della politica, e non come dovrebbe essere suo compito, a servizio del cittadino (i suoi dirigenti sono stabiliti da partiti e governo), quanto riportato sopra è un comunicato dell'Usigrai - il sindacato dei giornalisti Rai - sul disegno di legge portato avanti dal governo Berlusconi sulle intercettazioni telefoniche. Il disegno di legge non solo proibisce ai giornalisti di pubblicare le intercettazioni relative ad atti pubblici, non privati, che possono essere di interesse per il cittadino, ma vieta alla stessa magistratura la possibilità di effettuare le intercettazioni su casi come furto, rapina, omicidio, sfruttamento della prostituzione, falso in bilancio... E meno male che questo governo si pone come il difensore della sicurezza in Italia. Se passasse una legge del genere allora sì che ladri, assassini, furbetti del quartierino, magnacci potrebbero fare festa e stare tranquilli: per loro la possibilità di essere scoperti si approssimerebbe allo zero. Questa legge sarebbe piuttosto un incentivo a delinquere. Salverebbe quel po' di persone coinvolte, come Berlusconi, il suo caro amico Saccà... e poi tutta un'altra vasta schiera di criminali che aumenterebbero le possibilità di farla franca. Il Ministro della Giustizia Alfano sta svolgendo davvero un ottimo lavoro per il Cavaliere, dopo avergli garantito l'immunità, lo salva anche dagli sguardi indiscreti, curiosoni di certi giornalisti rompiballe che così adesso non avranno più il problema di stare dietro al cellulare del Primo Ministro per far sapere agli italiani come vengono scelte le vallette del "servizio pubblico", come vengono concordati i palinsesti fra la Rai e Mediaset e altri scandali simili. Berlusconi per dimostrare agli italiani che il ddl sulle intercettazioni non è una legge fatta ad personam per lui, o come dice Travaglio ad personas, cioé per lui e i suoi amici, fa pubblicare su un suo settimanale, Panorama, intercettazioni telefoniche riguardanti l'ex primo ministro e ex leader dell'Unione Romano Prodi, dimostrandogli poi il giorno dopo la vicenda, vicinanza e solidarietà per l'accaduto. Le intercettazioni pubblicate da Panorama fra l'altro non riguardano atti pubblici, ma atti ancora coperti da segreto, custoditi in una cassaforte della Procura di Roma, quindi atti che non potevano essere scritti dalla stampa.

martedì 26 agosto 2008

Copyleft Festival


“COPYLEFT FESTIVAL 2008”: DALL’11 AL 14 SETTEMBRE
AREZZO CAPITALE DELLA CULTURA LIBERA

Con Kai Zen, Philippe Agrain, Giancarlo De Cataldo, Antonella Beccarla, Daniele Caluri, proiezioni, spettacoli, tavole rotonde, barcamp

Quattro giorni di dibattiti, incontri, musica e spettacoli per parlare di Copyleft e licenze Creative Commons. Dall’11 al 14 settembre Arezzo sarà la capitale della libera circolazione di idee e del sapere. La rassegna, organizzata dall’Associazione InProspettiva si svolgerà nelle piazze centrali di Arezzo e vedrà decine di ospiti interagire con il pubblico come il collettivo di scrittori Kai Zen già da tempo impegnato nella diffusione della cultura copyleft, il matematico e informatico Philippe Agrain che parteciperà ad una tavola rotonda sui beni comuni - acqua, farmaci, opere dell’ingegno - o l’esperto di nuovi media Gabriele Lunati che affronterà le tematiche copyleft e le licenze creative commons applicate alla musica. Nella giornata di domenica 14 settembre avrà luogo anche il barcamp dedicato a new media e citizen journalism.

Ampio spazio al dibattito con diverse tavole rotonde. Oltre a musica e beni comuni si parlerà di “open source e pubblica amministrazione”, “letteratura di genere e critica sociale”; “lavorare in copyleft”, “No Pago campagna per il prestito bibliotecario gratuito”.
Voce al dibattito anche per la striscia quotidiana Copyleft off. Non tutti gli eventi, spettacoli e presentazioni di Copyleft Festival sono registrati con licenza creative commons. Il Festival si propone infatti anche come momento di conoscenza e dibattito su queste tematiche anche per chi ancora non le usa. Durante gli appuntamenti “off” sono invitati a presentare le loro opere autori e scrittori che non usano la filosofia copyleft, ma accettano il confronto e ne dibattono con pubblico ed esperti. Tra gli ospiti “off” anche Giancarlo De Cataldo che presenterà “Nelle Mani Giuste” (ed. Einaudi).

Prenderanno parte al Festival sul Copyleft anche alcune case editrici come Stampa Alternativa, Gaffi Editore e edizioni Alegre. Da segnalare anche le presentazioni editoriali che avranno luogo quasi ogni giorno: “Uno bianca e trame nere” di A. Beccarla (Stampa Alternativa), “Zero Tolleranza”, l'antologia del fumetto indipendente italiano, in collaborazione con "Sherwood Comix Festival 2008" (Edizione Beccogiallo), “United Business of Benetton” (Stampa Alternativa); “Scorrete lacrime disse lo sceriffo” (tbc Collettivo Crash, racconti di Philip Dick); “Radio Aut: materiali di un'esperienza di controinformazione” (con S. Vitale), “Acido Lattico” (con S. Mei).

Ogni sera in programma spettacoli e proiezioni. Tra gli ospiti “Georgofili, una via una strage” di e con Saverio Tommasi, “L’origine del male” di e con C. Biasco, “Don Zauker” di Daniele Caluri ed Emiliano Pagani. Proiezioni del film “Zero-Inchiesta sull’11 Settembre” con il regista Francesco Trento, dei corti vincitori del concorso “Corti in Creative Commons”, di corti selezionati dai produttori indipendenti “I Licaoni”.
Durante il Copyleft Festival saranno presentati anche due concorsi in creative commons: uno dedicato alla letteratura in partnership con Stampa Alternativa e uno dedicato alla musica diretto alle band emergenti.

Infine spazio alla musica con i djset di Elettrowave e Homework ogni giorni alle 19 e all’hip hop con la Reddarmy night allo Skate Park di Arezzo con musica e skaters.

La filosofia di copyleft, che sta trovando sempre più campo e adesioni anche in Italia, non nega il diritto d'autore, ma consente che dell'opera di ingegno (testo, software, musica eccetera) si possa fare libero uso, purché non a fini di lucro e citandone l'autore. In questo quadro le “opere dell’ingegno” si considera non solo come “produzioni” dell’ingegno, ma “motori” a loro volta di nuove idee e concetti, in un’ottica generale di libera diffusione della cultura. I vantaggi principali del copyleft sono infatti la gratuità e la più rapida circolazione della conoscenza, che a sua volta garantisce anche visibilità e successo agli autori.

domenica 24 agosto 2008

Le ultime parole famose...







sabato 23 agosto 2008

mercoledì 20 agosto 2008

Decadence

Mi chiamo Virgola,
sono un gattino,
sono la stella del telefonino.
Chiusa parentesi.
Chissà chi è!
Se non rispondi questo non lo saprai mai!

martedì 5 agosto 2008

Mondo reale. Mondi possibili.


Il dato oggettivo non esiste. C'è sempre un puno di vista particolare da cui non possiamo prescindere nell'osservare un fenomeno. Di sicuro però, il confronto tra questi vari punti di vista può darci una mano ad arrivare almeno ad una particolare oggettività/verità.
Basta essere onesti, sinceri ed avere un po' di buona volontà...
In Italia l'esercito sarà (è) presente nelle nostre città per aiutare le forze dell'ordine a combattere la criminalità. Fin qui non c'è quasi niente di strano. Sono mesi che si parla del "problema sicurezza" con l'articolo determinativo. I rumeni delinquono, i rom rubano, i senegalesi contrabbandano, etc.
Sono dati di fatto, non c'è che dire. Ma come dicevo prima bisogna anche essere onesti!
Oggi escono i dati del Censis su alcune cause di morte in Italia:
(da vita.it)

Nel 2007, sono stati 1.170 i decessi per motivi di lavoro in Italia, di cui 609 per infortuni 'stradali', ovvero lungo il tragitto casa-lavoro ('in itinere') o in strada durante l'esercizio dell'attivita' lavorativa.
L'Italia, avverte il Censis, e' di gran lunga il Paese europeo dove si muore di piu' sul lavoro. Se si escludono gli infortuni in itinere o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto e' riferito al 2005). I numeri crescono ancora se si considerano le vittime degli incidenti stradali. Nel 2006, in Italia, i decessi sulle strade sono stati 5.669, piu' che in Paesi anche piu' popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091).
Gli altri Paesi hanno fatto meglio di noi negli interventi tesi a ridurre i decessi sulle strade. Nel 1995 la Germania era 'maglia nera' in Europa, con 9.454 morti in incidenti stradali, ridotti a 7.503 gia' nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. In Francia, si e' passati dagli 8.892 morti sulle strade nel 1995 agli 8.079 nel 2000, per poi registrare un ulteriore calo. La riduzione in Italia c'e' stata (i morti erano 7.020 nel 1995, 6.649 nel 2000, fino agli attuali 5.669), ma non in maniera cosi' rapida, sottolinea il Censis, tanto da diventare il Paese europeo in cui e' piu' rischioso spostarsi sulle strade.
Mentre se si guarda agli omicidi, in Italia continuano a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Sono molti di piu' negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000). Anche rispetto alle grandi capitali europee, nelle citta' italiane si registra un numero minore di omicidi. Nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi, quasi come Parigi (29 omicidi, ma erano 102 nel 1995), 33 a Bruxelles, 35 ad Atene, 46 a Madrid, 50 a Berlino, 169 a Londra, che aveva toccato la punta massima (212 omicidi) nel 2003. ''Gran parte dell'impegno politico degli ultimi mesi e' stato assorbito dall'obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini rispetto al rischio di subire crimini violenti'', osserva Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, commentando i dati.

Appare a questo punto necessaria una riflessione. Ci si pone innanzitutto un problema semantico: cosa significa, o meglio, cosa si intende per sicurezza? Le principali fonti di "informazione" lasciano pochi dubbi. Così come le iniziative del governo. Il problema sicurezza riguarda la criminalità. Possiamo anche essere meno estremi e dire che il problema sicurezza è principalmente quello della criminalità. Comunque sia si tratta di una falsità.
Non ho alcuna intenzione di sottovalutare questo problema. Già un solo omicidio è una cosa grave e inaccettabile, da condannare, così come anche una rapina.
Il punto è un altro.
Si vive sicuri in un paese con i militari nelle città e 5669 morti sulle strade?
Muoio di più se mi uccide un criminale o se cado da un'impalcatura mentre lavoro per mantenere la mia famiglia?
La televisione e i giornali troppo spesso ci mostrano un mondo di un solo colore, senza contrasti, senza sfumature. Solitamente si tratta del colore con cui un partito ha vinto le elezioni...

(P.S. non mi riferisco solo all'attuale governo Berlusconi).

sabato 2 agosto 2008

Non è un paese per giovani (Puntata 5)

Dopo una lunga attesa ecco finalmente la quinta puntata di "Non è un paese per giovani"! Ce ne sono ancora altre 2, poi appuntamento ad Ottobre per la nuova serie!

Udisci la quinta puntata...

mercoledì 30 luglio 2008

La progressività perduta

da http://www.deiricchi.it/

I cambiamenti alle tabelle avevano senso per tener conto dell'inflazione: questa infatti fa sì che uno scaglione dell'anno prima valga meno negli anni successivi. Le modifiche avrebbero dovuto quindi considerare la svalutazione della lira e aumentare gli scaglioni di riferimento di anno in anno. Ma ciò non è avvenuto, anzi è accaduto esattamente il contrario: nel tempo sono state ridotte le aliquote massime e gli scaglioni di riferimento. L’intento di abbandonare il sistema progressivo è ben chiaro se si confrontano i dati del numero di aliquote e scaglioni di riferimento: si è infatti partiti da 32 nel 1973, riducendoli a 9 nel 1982, con un ulteriore diminuzione a 5 nel 1986 per finire col proporre per il 2004 2 sole aliquote. Di più, il rapporto tra lo scaglione massimo e quello minimo di imposta è sceso dal valore di 250 : 1 del 1973 a quello paritetico, cioè di 1 : 1 proposto per il 2004.

Per indorare la pillola dell'ultima proposta di modifica che praticamente annulla la progressività fiscale, il titolo di prima pagina del più diffuso quotidiano italiano riportava che "il 99.5% dei contribuenti verserà il 23%, gli altri il 33%" ed era stato chiaramente dettato da precise affermazioni del viceministro all'economia:

Per prevenire la demagogia va fondamentalmente notato che l'aliquota del 23% riguarderebbe il 99.5% dei contribuenti, sostanzialmente tutto l'universo dell'Irpef. Non ha dunque senso l'obiezione demagogica secondo cui l'aliquota del 33% sarebbe troppo bassa producendo un "favore per i ricchi". [1]

Questo tipo di affermazioni, per chi ha almeno letto i paragrafi precedenti, sono, diciamo, un po' fuori tiro. Nel quotidiano compaiono anche due articoli: il primo, dedicato al funzionario tipo, dimostra come per questo, in certe condizioni e tenendo conto delle deduzioni sul reddito, "il carico tributario potrebbe calare di 4.5 milioni"; nel secondo, fatto apposta per il manager, il risparmio sarebbe più consistente, addirittura oltre il 30%.

Per rendersi conto invece di come sono andate le cose dal 1973 ad oggi, ripetendo i calcoli dell’imposta in vigore applicata ai valori di reddito attualizzati per i vari anni in cui sono state emanate le varie aliquote, si ottiene che:

- per un reddito di 42 milioni di lire l’incidenza dell’imposta è raddoppiata, passando dall’11.8% nel 1973 al 23.0% del 2003

- per un reddito di 1.2 miliardi di lire l’incidenza dell’imposta si è ridotta del 40%, passando dal 52.6% raggiunto nel 1986 al 31.4% del 2003

- per un reddito di 6 miliardi di lire l’incidenza dell’imposta è quasi dimezzata, passando dal 62.3% raggiunto nel 1982 al 32.7% del 2003.

Con un grafico è possibile evidenziare queste variazioni:

Immagine pagina

Figura 1

Non vi è quindi alcuna demagogia nel sostenere che, nel caso italiano, di fatto la normativa ha teso favorire una minore tassazione per i redditi più alti a sfavore di quelli più bassi. Quello che possiamo altresì notare è che questa tendenza non è imputabile a questo o quel colore politico, ma è rimasta quasi costante nel tempo. L’andamento delle aliquote è stato appunto quello di convergere verso due soli scaglioni e quindi verso un sistema fiscale non più progressivo ma puramente proporzionale. Che questa sia poi una volontà a livello internazionale è pure evidente negli articoli comparsi sulla stampa, dove l’aliquota unica, ovvero il sistema di tassazione proporzionale invece che progressivo, viene definito con i termini di “flat tax” (letteralmente “tassa piatta”):

Dopo i successi nell’Europa dell’Est l’economia tedesco Manfred Rose spera di marciare presto su Berlino - Propone una tassa uguale per tutti, che colpisce sopra una soglia minima soltanto i redditi derivanti dal lavoro, ma non quelli ottenuti dal risparmio o dagli investimenti. Manfred Rose, il guru europeo della “flat tax”, torna alla carica. “Nel ’94 ho introdotto il mio modello in Croazia e in giugno entrerà in vigore una riforma analoga in alcuni distretti della Bosnia Erzegovina, a partire da quello di Brcko, per poi allargarsi al resto del Paese”, spiega Rose. Ma sul tavolo si affastellano richieste da molti altri Paesi Emergenti, dal Brasile alla Lettonia, dal Messico alla Polonia, dall’Ungheria al Turkmenistan, interessati al sistema. […] il suo progetto per la Bosnia Erzegovina viene finanziato dal ministero tedesco per l’aiuto allo sviluppo, oltre che dal Fondo monetario e dall’Onu. […] secondo un rapporto del Fondo monetario la riforma di Rose ha dato il calcio di partenza al decollo dell’economia croata. “Oltre a semplificare enormemente i rapporti dei cittadini con il fisco – spiega il professore – il mio sistema facilita il risparmio e al tempo stesso rende redditizi investimenti che prima non avevano senso a causa dell’enorme carico fiscale. […] Maggiori investimenti portano più posti di lavoro, più reddito e quindi maggiori entrate per l’erario”. [2]

I concetti si ripetono in un altro articolo, questa volta in termini meno entusiasti che svelano finalmente le condizioni severe necessarie per l’applicazione di una tassazione proporzionale:

Ricerche Usa sugli effetti della riforma Reagan in termini di stimolo alla crescita sull’economia mostrano una certa elasticità (0.4-0.5% del Pil) alla politica fiscale. […] Ma quando si manifesta in concreto l’effetto elasticità? Non subito, ma in circa due anni. Da sola, dunque, la flat tax non stimola la crescita abbastanza da auto-finanziarsi. Occorre che l’economia italiana cresca più degli ultimi anni. [3]

Per giustificare l’operazione viene ancora una volta messa in campo la necessità del continuo sviluppo. Questo comporta però un inevitabile degrado dell’ambiente dovuto al suo maggior sfruttamento. Non è quindi una soluzione perseguibile senza l’impoverimento delle classi meno ricche e della stessa Terra, ma gli economisti in voga non sembrano stancarsi di sbandierare questo slogan.

venerdì 25 luglio 2008

Il sistema fiscale australiano: un modello da imitare

Reddito tassabile: 0$ - 6,000$
Tassa su questo reddito: Niente
Reddito tassabile: 6,001$ - 34,000$
Tassa su questo reddito: 15c per ogni 1$ di sopra 6,000$
Reddito tassabile: 34,001$ - 80,000$
Tassa su questo reddito: 4,200$ più 30c per ogni 1$ di sopra 34,000$
Reddito tassabile: 80,001$ - 180,000$
Tassa su questo reddito: 18,000$ più 40c per ogni 1$ di sopra 80,000$
Reddito tassabile: 180,001$ e al di sopra
Tassa su questo reddito: 58,000$ più 45c per ogni 1$ di sopra 180,000$

Da quanto riportato nella tabella sopra si nota come il sistema di imposizione fiscale australiano risponda al criterio di progressività dei tributi enunciato dai nostri Padri Costituenti nell'articolo 53 della Costituzione. Vi è una fascia esente dal pagamento delle imposte, quella dei redditi pù bassi (da 0$ a 6,000$), e un aumento più che proporzionale fra una fascia e l'altra. Gli studi sono in pratica completamente finanziati dal governo australiano in base alla frequenza e al merito dello studente. Vi è poi un'imposizione per l'Assistenza sanitaria statale, non inclusa nelle fasce sopra riportate, che corrisponde all'1,5% del proprio reddito tassabile. Inoltre calcolare l'importo che il cittadino deve allo Stato è molto semplice ed effettuabile dal proprio domicilio senza bisogno di ausilii esterni quali commercialisti o altro. E' infatti disponibile un programma in rete, sul sito dell'ATO (Australian Taxation Office, l'ufficio delle imposte australiano) attraverso il quale il cittadino è guidato passo passo attraverso una serie di domande a scoprire quanto effettivamente deve al Governo australiano. Si compila insomma la sua dichiarazione dei redditi comodamente da casa sua tramite l'uso del computer e di internet.

giovedì 10 luglio 2008

Apertura blog Associazione Articolo 53

E' in fase di costruzione il blog dell'Associazione Articolo 53. Sarà uno spazio dove troveranno casa le parole dei nostri Padri Costituenti in materia fiscale, dove saranno presentati eventi e iniziative e dove verranno periodicamente analizzati problemi attuali cercando di trovare una guida illuminata nella nostra Costituzione. Segnatevi dunque questo sito: