martedì 10 febbraio 2009

PER NON DIMENTICARE

Nel giorno del ricordo dei morti nelle foibe, vi proponiamo la pagina di "La Storia siamo noi" dove potete trovare filmati e documenti molto interessanti sul tema.

La Storia siamo noi - Storia delle foibe

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’Istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani.

La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano “nemici del popolo”. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l’unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l’Italia e la Jugoslavia. Ma il dramma degli istriani e dei dalmati non finisce.
Nel febbraio del 1947 l’Italia ratifica il trattato di pace che pone fine alla Seconda guerra mondiale: l’Istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia. Trecentocinquantamila persone si trasformano in esuli. Scappano dal terrore, non hanno nulla, sono bocche da sfamare che non trovano in Italia una grande accoglienza. La sinistra italiana li ignora: non suscita solidarietà chi sta fuggendo dalla Jugoslavia, da un paese comunista alleato dell’URSS, in cui si è realizzato il sogno del socialismo reale. La vicinanza ideologica con Tito è, del resto, la ragione per cui il PCI non affronta il dramma, appena concluso, degli infoibati. Ma non è solo il PCI a lasciar cadere l’argomento nel disinteresse. Come ricorda lo storico Giovanni Sabbatucci, la stessa classe dirigente democristiana considera i profughi dalmati “cittadini di serie B”, e non approfondisce la tragedia delle foibe. I neofascisti, d’altra parte, non si mostrano particolarmente propensi a raccontare cosa avvenne alla fine della seconda guerra mondiale nei territori istriani. Fra il 1943 e il 1945 quelle terre sono state sotto l’occupazione nazista, in pratica sono state annesse al Reich tedesco.
Per quasi cinquant’anni il silenzio della storiografia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. È una ferita ancora aperta “perché, ricorda ancora Sabbatucci, è stata ignorata per molto tempo”. Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano ha dedicato la giornata del ricordo ai morti nelle foibe. Inizia oggi l’elaborazione di una delle pagine più angoscianti della nostra storia.

lunedì 9 febbraio 2009

Non è un paese per giovani - Puntata sulla raccolta differenziata.


Torna "Non è un paese per giovani" con una puntata dedicata alla raccolta differenziata. Abbiamo anche telefonato alcuni cittadini... Sentite cosa ci hanno risposto!

Clicca qui!!!

lunedì 2 febbraio 2009

Il mondo della tossicodipendenza raccontato da un giovane di 18 anni che l'ha vissuto in prima persona


Torniamo a scrivere e lo facciamo andando ad occuparci di un tema delicato e, importante da conoscere: quello della tossicodipendenza. Oggi il problema della dipendenza da sostanze è diffuso e riguarda, purtroppo, molti giovani. La domanda che sorge spontanea di fronte alla questione è la seguente: come fa un giovane ad entrare nel mondo della "droga"? Perché inizia a fare uso di sostanze stupefacenti? La risposta a questo e ad altri quesiti ci è stata fornita dalla testimonianza che abbiamo raccolto di un giovane ragazzo di diciotto anni, entrato nel problema della dipendenza da sostanze e poi uscitone grazie a un programma di cura seguito presso l'associazione "I CARE" del Centro Solidarietà di Arezzo (CSA). Queste sono le domande che gli abbiamo posto e di seguito le sue risposte.

Qual è la tua serata tipo quando esci con gli amici?
Di solito andiamo in un pub o a ballare.
Cosa fate?
Quando siamo al pub beviamo in compagnia. Se accade che uno prende una bevanda analcolica spesso viene sbeffeggiato dagli altri.
Ci sono anche ragazzi che fanno uso di sostanze?
Dipende. Ci sono dei ragazzi che cercano lo sballo e altri che non lo cercano.
Quelli che cercano lo sballo perché arrivano a fare uso di sostanze?
Di solito lo fanno per divertirsi. Perché le serate sono sempre le stesse e per fugare la noia e la ripetitività si fanno un tiro. All'inizio sembra un gioco. Poi non lo è più.
Che tipo di sostanze prendono?
Cocaina, canne. La cocaina ormai è accessibile a tutti. Prima era la droga dei ricchi. Ora non lo è più.
Tra cocaina e canne quali sostanze si usano di più?
Chi va a ballare usa più la cocaina. Chi sta al pub usa le canne. Comunque dipende da cosa uno vuole fare.
A quale età si inizia a fare uso di sostanze?
La persona più giovane che ho visto iniziare a fare uso di cocaina aveva 14 anni. Per quanto riguarda le canne ci sono ragazzi che iniziano anche a 13 anni.
Sono più i ragazzi a farne uso o le ragazze?
I ragazzi. Ma la distanza si sta assottigliando. Ci sono anche molte ragazze che fanno uso di sostanze.
Come ci si avvicina alle sostanze?
Ci sono ragazzi che si avvicinano per gioco, altri perché hanno difficoltà a relazionarsi con il mondo.
Chi prende una sostanza è cosciente di ciò a cui va incontro?
Di solito non sai con precisione cosa prendi e c'è anche l'atteggiamento di sminuire quello che prendi. Il problema che si pongono i ragazzi è quanto dura l'effetto della sostanza, perché poi devono rientrare a casa dai genitori. Non si pensa più di tanto al fatto che uno possa rimanerci e non tornare più a casa. Perché comunque quando prendi la sostanza non pensi che succeda proprio a te.
Tra amici parlate di sostanze?
Tra di noi parliamo di quale sostanza è più buona, dei vari tipi di sostanze, degli effetti che danno.
Non parlate tra ragazzi della tossicodipendenza come problema?
Ne parliamo, ma sempre con amici fidati.
E vi sapete aiutare tra di voi?
A volte sì, e a volte no.
Se vedi un ragazzo che sta male provi ad aiutarlo?
Lì per lì quando sì è appena sfondato non riesci ad aiutarlo, perché è sotto gli effetti della sostanza e non ti ascolta.
Il giorno dopo?
Il giorno dopo vorresti dirgli di fare attenzione, che fa male. Ma nella vita di oggi ognuno ha i suoi problemi. Nessuno mette la faccia per quella degli altri.
Come vedi il tuo futuro e quello dei tuoi coetanei? Pensate mai a quello che vorreste fare?
Oggi pochi ragazzi pensano al futuro. Non c'è più la mentalità di pensare a quello che uno farà domani. I ragazzi di oggi per lo più vivono alla giornata.


sabato 31 gennaio 2009

Mostra Fotografica itinerante su Don Lorenzo Milani


Il giorno 29 gennaio 2009 alle ore 18.00 presso lo Spazio Espositivo "Galleria Via Larga" della Provincia di Firenze (via Cavour 7r Firenze), sara' inaugurata la mostra fotografica itinerante su Don Lorenzo Milani e la Scuola di Barbiana - La mostra rimarrà aperta fino al giorno 8 febbraio 2009 con orario 15.30 >19.00
La mostra, concepita per essere la versione itinerante ed aggiornata del percorso fotografico permanente che è stato inaugurato a maggio del 2007 dal titolo "Barbiana: Il silenzio diventa voce", si compone di 25 pannelli roll-up autoportanti su cui sono stampate foto, alcune inedite e frasi tratte dagli scritti di don Lorenzo Milani.
Il percorso che traccia una pennellata cronologica della vita del priore, dall'infanzia agli ultimi anni a Barbiana mette in risalto il pensiero e l'opera di questo complesso personaggio.
All'interno del percorso espositivo saranno presenti un quadro e dei disegni inediti, di suo pugno, realizzati da don Lorenzo durante gli studi all' Accademia di Brera, prima della conversione, mai esposti fino ad oggi e, il piccolo astrolabio costruito dai ragazzi dalla scuola di Barbiana e la cartina della Palestina.

Ideata e progettata da Fondazione don Lorenzo Milani

Curata e allestita da Sandra Gesualdi

Photoreproducer Mauro Mannini

catalogo stampato dallo Stabilimento Grafico

con il contributo del Comune di Firenze, la Provincia di Firenze e tutti i volontari della Fondazione

sabato 24 gennaio 2009

ABBIATE FEDE: TORNEREMO!


Da quasi 2 mesi non abbiamo scritto niente su questo blog. Colpa degli svariati impegni e delle nuove situazioni che si stanno delineando all'orizzonte. Poi come sempre comunque la colpa è anche del sistema e della crisi economica. Come abbiamo già detto nel titolo comunque non abbiate paura: TORNEREMO!

lunedì 1 dicembre 2008

Tassa pay tv, SKy: da gennaio aumenti 10% Iva su clienti

da Agenzia Reuters

ROMA (Reuters) - Sky annuncia che il raddoppio dell'Iva per i canali tv a pagamento deciso dal governo si tradurrà da gennaio in un incremento delle imposte del 10% per i propri abbonati.

"Sky ribadisce che il provvedimento approvato dal governo prevede un raddoppio dell'Iva per le 4,7 milioni di famiglie che hanno liberamente scelto di abbonarsi ai nostri prodotti. Si tratta di un aumento delle imposte per gli abbonati e dunque, come qualsiasi aumento dell'Iva, è integralmente a carico del consumatore", si legge in una nota.

"Ciò significa che qualora questo provvedimento fosse confermato dal Parlamento, a partire dal primo gennaio ogni cliente di Sky registrerà un aumento delle imposte sul suo abbonamento pari al 10%", precisa il comunicato.

Il decreto legge anticrisi varato dal governo venerdì scorso cancella la norma del 1995 che concede alle tv via satellite e via cavo di applicare sugli abbonamenti per i canali a pagamento l'Iva ridotta al 10%, anziché al 20% come di consueto.

Stamani, in una intervista al Corriere della Sera, l'Ad di Sky Italia Tom Mockridge ha detto che l'aumento dell'Iva per la pay tv è una tassa "che colpisce un quinto delle famiglie italiane proprio nel pieno di una crisi economica" e potrebbe significare per Sky un taglio agli investimenti.

"Possiamo parlare di un aggravio fiscale di circa 500 milioni [...] in una fase in cui tutti i governi del mondo stanno tagliando le tasse e aumentando le spese pubbliche per sostenere i consumatori, non ci aspettavamo sicuramente che io governo italiano andasse in senso opposto", ha detto Mockridge nell'intervista, preannunciando una campagna pubblicitaria per avvisare i propri abbonati dell'aumento dell'Iva.

"Mi sorprende semmai che il governo nel presentare il piano anticrisi non abbia voluto informare gli italiani della decisione di aumentare le tasse", ha aggiunto, ipotizzando una riduzione degli investimenti se si ridurrà la platea degli abbonati.

Secondo la relazione tecnica al decreto, l'aumento dell'Iva porterà a un aumento di gettito di 214 milioni nel 2009 e di 270 milioni dal 2010 in avanti.

Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva detto che la norma colpisce anche Mediaset, controllata dalla sua famiglia, che sta facendo partire una tv a pagamento.

L'opposizione ha parlato sabato di un vero e proprio blitz dell'esecutivo contro la principale concorrente di Mediaset.

mercoledì 19 novembre 2008

Inciucio boys

Nel Dizionario della lingua italiana di Tullio De Mauro (Paravia), alla voce inciucio si legge: "Nel linguaggio giornalistico, accordo informale fra forze politiche di ideologie contrapposte che mira alla spartizione del potere". Il primo a parlare di inciucio fu D'Alema nel 1995. " Una cosa- disse a Repubblica - m'inquieta: l'inciucione, ma glielo racconto un'altra volta". Poi, invece di raccontarlo, provò ad attuarlo, con il governo Maccanico e la Bicamerale, evitando di risolvere il conflitto d'interessi e mantenendo la promessa fatta a Berlusconi nel 1994 di non toccargli quanto aveva di più caro: le televisioni. Dopo tredici anni di acrobazie parlamentari dei nemici-amici del Cavaliere e di inciuci che hanno portato alla spartizione bipartisan della televisione pubblica, nonchè all'occupazione militare di quella privata da parte di un tale che era e, che, guarda caso, è tuttora capo del Governo, assistiamo ancora, come vittime di un incantesimo, a grottesche scene, testimoni di quella stessa, ormai ineluttabilmente radicata, tentazione al camuffare la bieca adesione alla maggioranza come un'opposizione, attraverso una manierata ipocrisia e la demonizzazione di chiunque denunci il suo doppio gioco - l'opposizione dei diversamente concordi, come l'ha definita mirabilmente Ellekappa-. La scena più recente è quella la scena quella andata in onda il 15 novembre ad Omnibus, programma d'approfondimento di La 7, poi rilanciata da Striscia la Notizia: in studio si discute sulla Vigilanza Rai con Nicola Latorre, vicecapogruppo Pd al Senato, Italo Bocchino, vicecapogruppo Pdl alla Camera e Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera. Latorre (amico dell'amico D'Alema, e quindi nemico del nemico Veltroni), si precipita in aiuto di un Bocchino palesemente in difficoltà, incapace di spiegare le ragioni per cui il Pdl pretenda di scegliere il presidente della Vigilanza: dopo aver afferrato un giornale, scrive alcune brevi note e le passa al presunto avversario. Bocchino legge, ripetendo ad alta voce: “Caro Donadi, non volevate Pecorella alla Consulta e noi l’abbiamo ritirato. Ora dovete fare lo stesso con Orlando”. Soddisfatto per la ricezione del suggerimento (sbagliato, tra l'altro, in quanto, in primo luogo, Pecorella non può andare alla Consulta per svariati motivi: è un deputato, è un imputato, è l’avvocato del premier ed è autore di leggi incostituzionali-; in secondo luogo perchè spetta all'opposizione la nomina del capo della Vigilanza, come accadde ai tempi dell’Ulivo, quando il Polo indicò Storace, votato dall’Ulivo senza alcuna resistenza), il suggeritore strappa il brandello di giornale e lo accartoccia. Le motivazioni di un simile gesto sono due: la prima è che Latorre, memore del caso Unipol, abbia smesso di telefonare e si sia affidato ai più sicuri pizzini; la seconda è che anche Latorre, per quanto possa sembrare strano, può rivelarsi di una certa utilità, soprattutto nei momenti di difficoltà. Degli amici berlusconiani, però. Viene in mente, osservando episodi come questo, la frase pronunciata da Ettore Petrolini ad uno spettatore che, urlando da un palco del teatro, interrompeva continuamente un suo spettacolo: "Nun ce l'ho co' te, ce l'ho cor tuo vicino che nun te butta de sotto".
Fonti: Marco Travaglio da www.voglioscendere.it

sabato 15 novembre 2008

La libertà secondo Piero Calamandrei

La libertà è come l'aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. Ricordatevi, ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.

Piero Calamandrei, discorso agli studenti milanesi, gennaio 1955.

venerdì 7 novembre 2008

mercoledì 5 novembre 2008

Libero arbitrio: continuando l'infinita ricerca su un blog. Considerazioni a partire da Kant.

Il contributo kantiano alla definizione del concetto di libertà porta con se qualcosa di apparentemente paradossale . La libertà, che tanto attrae il nostro pensiero suscitando metafore romantiche e idealizzanti, ci deriva da un limite.
Apparentemente può sembrare assurdo. Come possiamo essere liberi se siamo limitati?
Tutto sta nel dare un valore positivo a questo limite. Non è un limite che ci impedisce, bensì un limite all'interno del quale noi possiamo.
La Ragione, nella filosofia kantiana, è il nostro limite. Ragione anch'essa concepita in modo positivo, troppo positivo forse, ma comunque unico spazio all'interno della quale e grazie alla quale l'uomo può rendersi libero. Tutto ciò che va oltre la ragione (con la R maiuscola!) non è sostanzialmente pensabile. La fede stessa, la religione ,devono essere intesi,
per il filosofo di Königsberg, entro i limiti della sola ragione.
Venendo ai giorni nostri, c'è un concetto con cui mi piace definire la libertà e che secondo me si avvicina molto ad una visione positiva di un limite: partecipazione.
Proviamo a rovesciare la questione: si può essere liberi senza limiti?
Credo che a questa domanda Giorgio Gaber abbia risposto meglio di qualsiasi altro filosofo:
"La libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione."

lunedì 3 novembre 2008

E' satira??? No... sono fatti :-(

Le quote rosa un problema? Poche donne in parlamento e al governo? Niente paura! Meno male che Silvio c'è! Ma come fare per diventare ministro? Care ragazze non è poi così difficile. Seguite l'esempio Carfagna per compilare il vostro curriculum: andate a fare un provino a Striscia, uno dalla De Filippi, allegateci un bel calendario e il gioco è fatto!





Però dovete fare presto perché l'idea sta già venendo ad altre avvenenti donne dello spettacolo che potrebbero bruciare il vostro tentativo. Infatti Valeria Marini ha recentemente dichiarato: "Voglio studiare per diventare ministro. In fondo non mi sembra di avere niente in meno della Carfagna".



No in effetti in quanto a carrozzeria è messa bene anche lei. E allora diamo il via alla sfida. E chissà... tra un po' forse potremo vedere sugli schermi di Mediaset un "Saranno ministre" oppure in sostituzione di Veline: "Ministre". La conduzione è affidata ovviamente a Maria De Filippi. E allora donne avvenenti cosa aspettate? State ancora leggendo questo insulso post? Forza buttatevi nella mischia e provate anche voi a diventare Ministre del Governo Berlusconi! Come fare ormai lo sapete! Buona fortuna!

PS: se la date al Premier avete qualche possibilità in più.

PPS: concludiamo con un omaggio al nostro Presidente


domenica 2 novembre 2008

Ancora sul libero arbitrio! Il pensiero di Kant!


Il pensiero che voglio aggiungere alle riflessioni già fatte in precedenza è quello affascinante, almeno secondo me, di Kant, che non può mancare in una speculazione sul concetto di libero arbitrio. Lui suddivide come dovrebbe essere noto la filosofia in una parte teoretica che viene spiegata nella "Critica della ragion pura" e in una pratica espressa nella "Critica della ragion pratica". Quindi abbiamo da una parte l'ambito della conoscenza, dall'altra quello dell'azione. La facoltà conoscitiva è limitata dal fenomeno, ovvero da ciò che appare. Noi possiamo conoscere della realtà solo ciò che esperiamo individualmente, ma non ciò che la realtà effettivamente è, ovvero la famosa cosa in sé, che Kant definisce noumeno. Quindi dal punto di vista conoscitivo la filosofia kantiana è deterministica e meccanicistica, perché ci dice che possiamo conoscere una certa parte di mondo, ma non un'altra, eliminando di fatto la libertà per l'uomo. Il soggetto nella "Critica della ragion pura" non è libero perché noi non possiamo conoscere tutto. Per esempio non potremo mai sapere con certezza cosa c'è dopo la morte, oppure qual è il significato della nostra esistenza ecc. Le famose domande: chi sono? da dove vengo? dove vado? non hanno una soluzione certa in maniera assoluta. Lo stesso problema che ci stiamo ponendo del libero arbitrio non ha una risposta definitiva. Rimarrà sempre un dubbio se siamo o meno liberi. Questo da un punto di vista della facoltà conoscitiva. Se poi però dall'ambito della conoscenza passiamo a quello dell'azione le cose cambiano. E qui veniamo alla "Critica della ragion pratica". L'uomo oltre che al mondo fenomenico appartiene al regno dei fini, e quindi è libero nella scelta delle proprie azioni, nella sfera pragmatica di ciò che fa. E qui si inserisce il concetto della responsabilità. Solo un essere libero può scegliere responsabilmente le proprie azioni. Di conseguenza vengono distinti gli ambiti della natura e della libertà. Che vengono in parte riuniti, o almeno c'è il tentativo da parte di Kant di riunirli, nella "Critica del Giudizio".

venerdì 31 ottobre 2008

Dal blog "Voglio scendere"

Il no del Cainano alla preferenza per le europee ha motivazioni alte e nobili: “Voglio che in Europa vada gente altamente qualificata e, nelle commissioni, professionisti di ogni materia. Solo scegliendo noi chi va in lista, siamo sicuri di una rappresentanza che difenda i nostri interessi”. A parte qualche imprecisione nell’uso dei pronomi (“scegliendo noi” al posto di “io”) e degli aggettivi (“nostri interessi” in luogo di “miei”), resta da capire il ruolo che Al Tappone riserva, nella nostra (anzi sua) democrazia, all’elettore. Se vuole avere a Bruxelles “gente qualificata”, basta candidare gente qualificata, poi i cittadini scelgono i migliori. Invece l’ami du peuple, quello che “il popolo sovrano”, “la gente è con noi”, “abbiamo preso i voti”, “siamo al 70%”, considera gli elettori un branco di decerebrati da tener lontani dalle decisioni, sennò votano gente sbagliata. Solo lui sceglie i “professionisti”. Infatti vuole la Carfagna, nota professionista, portavoce del governo. Ma è all’Europa che riserva i pezzi più pregiati della collezione. Commissario ai Trasporti: Antonio Tajani, un ex giornalista che di trasporti s’intende perché guida l’auto e prende l’aereo. Ex commissario alla Libertà e Giustizia: Rocco Buttiglione, purtroppo rimpatriato non appena aprì bocca. Anche le eurodeputate più qualificate le ha scelte lui: Iva Zanicchi ed Elisabetta Gardini. Dovreste vederle, nell’apposita commissione “Ok il prezzo è giusto”. Due così gli elettori non le avrebbero mai scelte. Meno male che c’è lui.

di Marco Travaglio

IV CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL DIRITTO ALL’APPRENDIMENTO


IV CONVEGNO INTERNAZIONALE SUL DIRITTO ALL’APPRENDIMENTO

Competenze e diritto all’apprendimento

Grazie al contributo e patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Arezzo

Grazie al contributo e collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Arezzo

Con i patrocini di: Regione Toscana, Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’Autonomia Scolastica, Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Università degli Studi di Perugia, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Università degli Studi di Siena, Università per Stranieri di Siena, Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, Università degli Studi di Foggia, Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Milano "Bicocca"

Venerdì 31 ottobre 2008 - Teatro Pietro Aretino

Ore 17,00 Accoglienza e registrazione partecipanti
Ore 17,30 Saluti e introduzione al Convegno: Federico Batini (presidente nazionale COFIR - Università di Perugia)
Ore 18,00
Competenze e diritto all’apprendimento: rileggendo Freire a 40 anni da “La pedagogia degli oppressi”, intervento di Alexandre Virginio (ricercatore, Università di Santiago de Compostela, SEPA, ex assessore all’Educazione del Comune di Alvorada, Brasile)
Ore 18,45 Francesco Botti e Gianni Bruschi (Scuola di Narrazioni “Arturo Bandini” di Nausika) in:
Leggere di scuola... (Blob narrativo da racconti e romanzi che raccontano la scuola)
Ore 20,30 Cena
Ore 21,30 Blob cinematografico: la scuola nel cinema, a cura di Stefano Cipriani (Cineforum2)

Sabato 01 novembre 2008 - Teatro Pietro Aretino

Ore 9,00 Saluti delle autorità: Onorevole Donella Mattesini, Senatrice Donatella Poretti, Assessore Regionale Gianfranco Simoncini, Presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo Ceccarelli, Sindaco del Comune di Arezzo Giuseppe Fanfani, Dirigente Ufficio Scolastico Provinciale Alfonso Caruso, Assessore alla Formazione della Provincia di Arezzo Alessandra Dori, Direttrice Nuclei territoriali della Toscana e dell’Umbria dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia del MPI Sandra Landi
Ore 9,30 Introduzione alla seconda giornata: Alessio Surian (socio COFIR, Università di Padova)
Ore 9,45 Relazioni magistrali: Competenze e diritto all’apprendimento
Moacir Gadotti (direttore Istituto Paulo Freire, San Paulo, Brasile; Consiglio Internazionale del Forum Mondiale Educazione)
Peter Mayo (Università di Malta, presidente MESCE, Società Mediterranea di Educazione Comparata)
Ore 11,00 Coffee break
Ore 11,30 Tavola rotonda: Piergiorgio Reggio (Istituto Paulo Freire Italia, Università Cattolica di Milano), Cosimo Scaglioso (Università per stranieri di Siena), Aluisi Tosolini (Università Cattolica di Piacenza), Paola Brunello (Dirigente Scolastica, Presidente AISE), Ugo Virdia (ex Irre Toscana)
Moderatore: Prof. Cosimo Scaglioso
Ore 13,15 Pausa pranzo
Ore 14,30 Gruppi di lavoro

  • Competenze in prospettiva interculturale, Aluisi Tosolini
  • Verso un sistema integrato: competenze e diritti di cittadinanza, Paola Brunello
  • Competenze e certificazione, Ugo Virdia
  • Competenze e educazione degli adulti di fronte all’esclusione sociale, Piergiorgio Reggio

Ore 17,30 Report dei gruppi di lavoro, modera Federico Batini (presidente nazionale COFIR, Università di Perugia)
Ore 18,15 Conclusioni: Dialogo a cura di Alessio Surian e Alexandre Virginio

mercoledì 29 ottobre 2008

Cosa è successo veramente a Roma. La testimonianza di Curzio Maltese giornalista di Repubblica

Il Cavaliere non aspettava altro che gli scontri per poter dire agli italiani: vedete! Gli studenti che protestano sono dei violenti, degli incivili e per giunta manovrati dalla sinistra. Gli scontri sono arrivati a Roma, ma da quanto ci racconta il giornalista di "Repubblica" Curzio Maltese, presente sul luogo durante lo svolgimento dei combattimenti e dunque testimone dei fatti, sono stati provocati da un manipolo di neonazisti armati di bastoni e caschi. Fra l'altro anche a rifletterci bene, il solo pensare al fatto che fossero armati indica che la loro azione non poteva che essere premeditata. Sono arrivati sul luogo ben coscienti del fatto che vi avrebbero trovato gli studenti in protesta contro il decreto Gelmini e, armati di tutto punto, li hanno attaccati e provocati, sotto gli occhi della polizia immobile. Non aggiungo altro in quanto la testimonianza di questo video parla molto chiaramente da sola. Buona visione!


DemosAgorà spegne oggi la sua prima candelina!!! Buon compleanno!!!





DEMOSAGORA' FESTEGGIA IL SUO
PRIMO ANNO DI VITA!!!!!!!!!!

lunedì 20 ottobre 2008

ACQUA IN BOCCA - VI ABBIAMO VENDUTO L’ACQUA


di Rosaria Ruffini (Docente di teatro allo IUAV di Venezia) - 16 Ottobre 2008

Mentre nel paese imperversano annose discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio per il cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque, sarà gestita da multinazionali internazionali (le stesse che già possiedono le acque minerali). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300% Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armatati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua è sacra in ogni paese, cultura e fede del mondo: l'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L´acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L´acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre.
Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.

da liberacittadinanza.it

Raccolta firme contro il Lodo Alfano sabato e domenica a Firenze. Ecco i risultati.


Al momento sono circa 8.800 le firme raccolte contro il lodo Alfano nella Provincia di Firenze. Anche DemosAgorà ha partecipato alla raccolta, insieme ad altri volontari di varie associazioni civili, in piazza Santo Spirito. Nel dettaglio sono state raccolte in una settimana 5.000 firme nel Comune di Firenze e 3.800 nei comuni della provincia tra cui: Sesto Fiorentino,
Scandicci, Rufina, Borgo San Lorenzo, Vicchio, Empoli, Certaldo, Campi
Bisenzio, Signa, Reggello, San Casciano e Pontassieve.
Per le persone che non sono ancora riuscite a firmare sono in programma nei prossimi giorni altri banchini nelle piazze della Provincia di Firenze. Renderemo noti sul nostro sito il calendario e le postazioni e a seguire vi terremo aggiornati anche sui risultati.